Il Capocomitiva di Bari

Benvenuti, questo è il mio primo "BLOG". Per quanti di voi che abbiano intenzione di conoscere attualità, cronaca, divertimenti e tradizioni della città di Bari e non solo. Potrete fare due chiacchiere con me lasciando i vostri commenti o consigli in maniera seria ed io saro' felice di rispondervi. Buon divertimento Amici miei. Un saluto da Sergio "Il Capocomitiva". P.s.: Per la realizzazione di questo Blog nessun pugliese è stato maltrattato......

24 ottobre 2009

X^Edizione della Sagra del "Bacco nelle Gnostre" - Noci (BA), 6-7-8 novembre 2009.

Amici vicini e lontani, anche quest'anno la bellissima (la decima) edizione di “Bacco nelle gnostre": "vino novello e caldarroste in sagra”, avrà luogo a Noci (BA) dal 6 all'8 novembre p.v. , nel centro storico della magnifica cittadina murgese.
L'evento è curato ancora una volta dall'associazione letteraria Formiche di Puglia, con la collaborazione del Comune di Noci.
Come per le edizioni precedenti, anche in quella di quest'anno varie saranno le pietanze da poter gustare (dalle caldarroste alla carne arrostita, da buonissimi primi agli ottimi spiedini di carne, salsicce e via dicendo) e, logicamente, molte le varietà di eccellenti vini locali da sorseggiare.
Inoltre saranno presenti numerosissimi stands grastronomici, dove saranno preparati squisitissimi piatti di latticini e formaggi di ogni sorta davvero saporiti.
L'intera cittadina, per tutto il periodo della Sagra, sarà allietata dalla presenza di numerosi artisti e musicisti, provenienti da ogni parte d'Italia, che si alterneranno nella presentazione di fantastici spettacoli adatti al pubblico di tutte le età.
Ecco alcune foto scattate nella edizione del 2008, dove ci sono io ed i miei amici!!!!
Per vedere meglio quello che è successo lo scorso anno potete clikkare su questo link!!!
Non mancate mi raccomando!
Immagini by: http://www.formichedipuglia.it/ e immagini private.
Info by: http://www.viaggiareinpuglia.it

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10 maggio 2008

La signora dei "Rivoltini"

Salute a tutti voi. Non posso non raccontare quello che ci è capitato ieri sera venerdi 9 maggio su quel del Lungomare di Bari. Eh, si amici miei, la serata giusta per fare una passeggiata con gli amici e vedere "gli spari di San Nicola". Appuntamento alle 22,00 circa davanti l'arco che si trova all'ingresso della Basilica di San Nicola. Ci vediamo e in totale all'appello siamo in quattro: io, la first lady, Vincenzo e Sisina.
Ore 22,15 la fame inizia farsi sentire e i nostri stomaci acclamano giustizia. Ci apprestiamo cosi' nelle immediate vicinanze del mare e veniamo attratti da un odore fortissimo di carne arrostita. Giungiamo mestamente dinanzi alla Signora "Angela" che di tutto punto, ogni 3 minuti circa prepara squisiti involtini (gnmridd) di budella e salsicce arrostite. La tentazione è forte e non riusciamo a dire di no a queste prelibatezze.
Inizio io e ordino due paninazzi con salsicce e uno di involtini.
Già qui la signora precisa: """"Allora vuoi due panini con la salsiccia e uno di rivoltini giusto????"""Ed io:Come scusi???Rivoltini???Ehm, ah, si, giustissimo un panino con i rivoltini...."""Penso tra me e me: avro' sbagliato sempre io nella vita a chiamarli involtini o gnmridd....mah!!!""".
Non finisco di far girare i miei pensieri che arriva in rinforzo Vincenzo. Questa volta è lui che deve ordinare. E qui che accade l'apoteosi....
Vincenzo si gira verso la comunque gentile e bravissima signora """Allora vorrei un panino, pero' se possibile metà salsiccia e metà involtini""". La signora prontamente""""No, mi dispiace ma i panini te li posso fare o con la salsiccia o con gli involtini, insieme non è possibile""".
Il buon Vinc tranquillamente risponde"""Vabbè signora non fa nulla, allora me ne faccia uno solo con salsiccia""".
La signora lo guarda un po' in cagnesco e gli fà"""E no, guarda, me lo dicevi prima, ora ho già messo i rivoltini a cuocere..."
Vinc di nuovo con grande aplomb ribatte """Signora, non si preoccupi, va bene lo stesso, mi mangio il panino con gli involtini se li ha messi già a cuocere"""".
A questo punto Vinc torna nel gruppo a far chiacchiere in attesa che la signora termini la cottura. Tempo 3 minuti di orologio e la signora richiama il mio amico a prendersi il panino dicendogli""""Allora guarda, hai visto che sono riuscita ad accontentarti??Ti ho fatto il panino come lo volevi tu, quello che stavi aspettando"""
Vincenzo tutto contento""""Ah, si, Signora, è riuscita a farmi il panino metà salsiccia e metà involtini???""""
E la signora ribatte """No, no, quello che volevi tu, eccoti il tuo panino con la salsiccia......"""""".
A questo punto sia io che il buon Vincenzo non sappiamo come nascondere la risata, per poco non ci viene un blocco facciale perchè il divertimento è grandissimo. Incredibile a raccontarsi.
L'espressione interrogativa e un po' alla "Fantocci" del povero Vincenzo è alle stelle oramai.
Comunque, ad onor di cronaca, la signora in questione ed il marito "Giuseppe" ci hanno fatto mangiare dei panini davvero eccellenti con della carne squisitissima. Percio' un grande grazie a loro e alla grande simpatia dimostrata e finalmente una serata baresissima guardando "l spar d' Sandanccole"!!!!

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09 dicembre 2007

Una serata alternativa.....

Seratona fantastica quella di ieri sera. Quando si fanno dei progetti capita, talvolta, di stravolgerli completamente in meglio. Ieri è stata una di quelle volte. Ma iniziamo con ordine. Tutto comincia al solito orario, al solito posto. Sono circa le 21,30 e, alla spicciolata, arrivano le coppie Vincenzo & Rossella e, dopo, Vito & Vanessa. Con piu' calma gli altri due "sdebusciati" del gruppo, Max & Patty, ci raggiungono direttamente a destinazione per motivi lavorativi. L'idea iniziale è quella di andare a Noci alla sagra delle pettole. Se ne è parlato già dal primo pomeriggio. Tutti pronti insomma, la serata sta per avere inizio quando, dall'alto dei suoi 12 cm di tacco, Vanessa inizia a proferire come un'ottima grilla parlante frasi del genere: """Ragazzi ma sulla SS100 verso Noci a quest'ora ci sta traffico, poi arriveremo in paese e troveremo un sacco di gente""", ed ancora incalza giustamente la ragazzuola: """""Alla sagra poi si paga ad ogni bancarella per mangiare e bere e va a finire che senza rendercene conto buttiamo tanti soldi per niente""""".
Sentite queste parole lo sconforto ci prende tutti d'assalto e i primi gemiti della fame si fanno sentire. Che fare allora, dove andare????Mannaggia alla miseria, forse sta benedetta Vanessa stavolta ci ha azzeccato ed e' meglio sentirla una volta tanto; meglio passare al piano "B". Si ma che diavolo trovare di sabato sera all'ultimo momento???Dove poter andare a fare l'uovo!!!???
Vitino dal largo della sua circonferenza dixit:""""Perchè non andare a Rutigliano???""""E noi tutti:""""E che ci sta a Rutigliano di bello!!!!???""""".
Il buon Vito con il suo ghigno malefico ed il dentino luccicante del furbetto spara: """"Si va au (con dittongo bares-frances) F'rneid!!!!"""".
Continua il nostro eroe:""""E' un posto nuovo, un locale dove si mangia carne arrostita, di qualità, a prezzi bassissimi"""".
Non ce lo facciamo ripetere due volte che già siamo in auto sulla tangenziale. Dieci minuti dopo arriviamo in quel di Rutigliano e, in Via degli Azzariti troviamo questo non ancora famoso locale.
A dire la verità, a primo acchitto, sembra una palazzina normalissima, un'abitazione privata. Portone, atrio con piante lungo le scale, quadri, ci manca soltanto qualche avviso di condominio....ci sembra proprio una casa comunissima.
Saliamo i ripidi scalini e, superata una breva porta di vetro, entriamo in questa zona della "casa" vastissima, con tanti tavoli apparecchati. Sulla destra un mega bancone da macelleria con esposte salsicce e carni fresche tutte belle ordininate.
Il buon "Mimmo", il gestore del locale, ci dà il benvenuto e ci fa accomodare attorno ad un tavolo vicino il lungo como' di legno. Dietro di noi in bella vista ci sta pure un mini televisorino che trasmette un film di "italiauno". Sul suddetto mobile fanno bella presenza antichi e bellissimi vasi in terracotta e cimeli vari artigianali.
Una location bellissima se dovessimo girare un film sui primi anni del novecento, non c'e' che dire. Ci sembra davvero di stare a casa nostra, o comunque in famiglia. Tutto si puo' dire, tranne che questo posto assomigli ad una normale rosticceria.
Iniziano a pioverci addosso antipasti di ogni tipo: carciofi con pomodori all'olio, formaggi freschi, una buonissima coppata al pepe, olive e taralli nostrani. Il tutto ovviamente bagnato dal buonissimo vino rosso novello pugliese. Delizie per il palato. A seguire, Mimmo ci porta delle salsicce cotte a puntino e delle costate appena tagliate "alla fiorentina", arrostite in maniera assolutamente eccelsa. Siamo già all'allargamento (sponzatura) della cinta per far entrare tutto sto ben di Dio in corpo che ci vediamo arrivare i "soprattavola", cioè, piattoni di finocchi e cicorielle crude. Divorati anche questi ultimi cibi passiamo a degustare pure il dolce della casa. Eccoci giungere delicatissimi panzerottini secchi ripieni di amarena e spolverati con zucchero a velo sopra. Per finire logicamente passiamo agli amari e digestivi e, addirittura, come succede solo in pochissimi posti, ci vengono persino lasciate le bottiglie sul tavolo per la nostra gioia (vi garantisco che non abbiamo abusato assolutamente, anzi).
In conclusione abbiamo mangiato, bevuto, passato una splendidissima serata in bella compagnia ed in totale armonia e serenità pagando pure una sciocchezza. Sicuramente presto ritorneremo in questo carinissimo ed onestissimo posticino. La carne è ottima e la cortesia del bravo Mimmo ci hanno lasciato davvero appagati in tutto e per tutto. Provare per credere.
Ci siamo divertiti davvero tanto. Una serata con dei veri amici, in un bel posto, è una serata di felicità.
Nota del Capocomitiva: Sia ben chiaro che con questo post non voglio fare alcun tipo di pubblicità a chicchesia, anche perchè non sarebbe corretto (questo blog non è mai stato creato per scopi di lucro). E' giusto invece che vi segnali semplicemente un posto carino e poco conosciuto che merita di essere scoperto anche da altri amici e visitatori. Perchè nella nostra provincia ci sono tanti bei locali ma, molto spesso, taluni neanche si conoscono. Se, al contrario, il locale fosse stato di bassa qualità sicuramente avrebbe avuto pochissimo spazio tra i miei post.
Ciao a tutti ragazzi e, se avete qualche consiglio del genere, fatemelo sapere scrivendo.

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24 settembre 2007

Casamassima (BA)

Buongiorno a tutti carissimi visitatori. Oggi parlo della bellissima cittadina di Casamassima, in provincia di Bari. Il Comune di Casamassima si trova a sud del capoluogo, nell'entroterra barese. Per giungervi basta percorrere la tangenziale di Bari (SS16), direzione sud, uscita per Taranto e imboccare quindi la SS100. Dopo una ventina di Km si raggiunge la citata cittadina. Attualmente la città di Casamassima ospita circa 16.400 abitanti. Molti i pendolari che giornalmente vanno e vengono dal paese verso il capoluogo. Altri invece si recano da Bari e dalla provincia verso il citato Comune poichè è qui che ha sede il piu' antico e grande ipermercato dell'hinterland barese: l'Auchan.
(Chiesa del Purgatorio e Monumento ai caduti)
(Chiesa e la Fiera del Purgatorio e Borgo antico)
(Porta Orologio)

Il paesaggio della città.
I) Testimonianze preistoriche

Notevoli, nel territorio di Casamassima, tre testimonianze preistoriche:
1^) I menhir o pietrefitte;
2^) Le specchie;
3^) Il paesaggio carsico.

1) I menhir o pietrefitte.
Denominati menhir dal basso bretone men = pietra e hir = lunga, essi sono megaliti di forma irregolare, ma talvolta vicina alla conica e alla cilindrica, per lo piu' lasciati grezzi, infissi nel terreno a guisa di obelischi.
Casamassima ce ne erano due, il Menhir n. 1 e il Menhir n. 2, siti nell'agro del Comune, al limite con il territorio del Comune di Acquaviva delle Fonti, alquanto vicini fra loro. Là si poteva trovare, fino all'anno 1994, svoltando a destra della 1^ stradina campestre che si trova immediatamente dopo la Villa Azzone, sulla strada nuova che da Casamassima porta ad Acquaviva delle Fonti. Dopo l'anno 1994, il Menhir n. 1, misurante m. 1,60 di altezza e largo alla base cm. 55x20, attraversato da una fessura di stratificazione che lo percorreva in tutta la sua lunghezza, fu trafugato da ignoti e venduto ad un noto Ristorante di Acquaviva che ne fece bella mostra nei suoi locali. Sequestrato dai Carabinieri di Casamassima, su segnalazione del Sindaco di Casamassima, dott.ssa Paola Susca Bonerba, esso è oggi custodito nella Casina del notaio Pietro Albenzio, proprietario del terreno dove per secoli il menhir era stato sito.
Per quanto riguarda il significato, l'uso e la destinazione dei menhir, gli studiosi sono fra loro discordi: per alcuni, tali monoliti segnavano dei confini oppure dei punti importanti per incontri o scontri di popolazioni di villaggi diversi; per altri, essi volevano indicare delle sepolture; per altri ancora, quei monumenti lapidei erano legati a manifestazioni culturali in onore del Sole o erano espressione del culto fallico; comunque quelle pietre sono parole arcane, con cui è stata scritta la nostra storia.

2) Le specchie.
Le "specchie"
erano piccoli o grossi cumuli di pietre, alcuni millenari e altri piu' recenti, sparsi per lungo tempo nelle dense boscaglie del nostro agro e rimasti isolati quando quelle aree furono trasformate in culture promiscue o specializzate, oggi quasi del tutto scomparsi ad opera dei titolari di piccole e medie imprese di costruzione.
Segnalandole, lo storico Giovanni Carano Donvito scriveva, nel 1966, nella sua ben documentata Storia di Gioia del Colle, vol. I, pag. 64, queste parole: "Degne di rilievo, sempre relativamente alla nostra preistoria, le cosi' dette specchie, site in Casamassima, alla contrada Piscinola (n.d.A.: forse Piscinelle) ritenute, specie ove trovansi numerose, antichissime abitazioni...".
Confortati dall'autorità culturale del Carano Donvito, alcuni studiosi locali hanno fatto risalire alcune specchie millenarie ai tempi delle civiltà di Tomegna, di Casaldino e di altri centri urbani, ormai del tutto distrutti e certamente interessanti dal punto di vista storico e archeologico. Non è poi del tutto da scartare quanto la nostra gente da secooli va sussurrando, e recentemente provato, e cioè che, sotto le specchie, erano state collocate le tombe di guerrieri e capi di eserciti o di qualche famigliare, morti in battaglie o nel transito attraverso il nostro territorio.

3) Il paesaggio carsico.
Con i caratteri idrogeologici dell'ambiente di Terra di Bari è strettamente collegato l'inesplorato e incantevole paesaggio carsico di Casamassima. Il lavorio sotterraneo della falda carsica nelle viscere del territorio di Casamassima durava certamente da secoli, anzi da millenni, ma era rimasto sempre sconosciuto fino all'agosto del 1974 quando la Ditta Vianini, la quale stava facendo, nel nostro agro, importanti lavori di impiantazioni dei tubi dell'acquedotto che dal Pertusillo oggi porta l'acqua nella zona industriale di Bari, apprese che un suo dipendente, l'operaio Oronzo Castellano, il giorno 23 agosto, mentre manovrava la pala meccanica, aveva visto aprirsi sotto di sè una grande voragine, attraverso la quale si erano intraviste numerose stalattiti e stalagmiti.
La notizia si diffuse rapidamente nel Paese, destando grande meraviglia fra la popolazione e tanta curiosità soprattutto fra gli alunni delle scuole elementari e media e alcuni coraggiosi concittadini.
Per motivi di sicurezza la voragine fu chiusa, lasciando soprattutto nell'animo dei giovani tanta amarezza e un pizzico di speranza che, in tempi migliori, la voragine sarebbe stata riaperta e le generazioni future avrebbero potuto osservare in loco un paesaggio veramente suggestivo.
Per quanto riguarda l'origine della cittadina ci sarebbe tantissimo da dire ma, per motivi ovviamente di spazio, mi limito a riportare quanto descritto nel sito del Comune di questo bellissimo e antico paese:
II) La storia di Casamassima
Con l'avanzare del tempo, dalla presunta fondazione di Casamassima da parte di Quinto Fabio Massimo, il Temporeggiatore, occorre passare a notizie sempre piu' ampie e dettagliate su tale Comunità.
1) Casamassima e il suo presunto fondatore: un Generale della famiglia Massimi.
Dalle qualificanti testimonianze offerte dai mehnir, dalle specchie e dalle grotte carsiche a favore, se non dell'antichità del nostro centro urbano, certamente del mistero della preistoria del nostro territorio, passiamo a ricercare se, nelle nostre passate tradizioni locali, ci siano state delle prese di posizione a favore della fondazione di Casamassima da parte di Fabio Massimo, il Temporeggiatore, un politico e un guerriero romano nato nel 273 a.C. e morto nel 203 a.C..
Il primo accenno a un Generale della famiglia Massimi quale presunto fondatore di Casamassima lo si trova nel 1685 in una nota dell'Arciprete Monsignor Sergio de Bellis il quale, in quel momento, aveva tutto l'interesse di nobilitare la sua patria, onde risultasse piu' efficace la difesa dei privilegi e delle prerogative della sua Chiesa in Roma, presso la Congregazione dei Vescovi e Regolari.
A parlare, come il de Bellis, di un generale della famiglia dei Massimi, quale fondatore di Casamassima, penso' anche l'anonimo autore di uno scritto del 1738, rinvenuto nell'Archivio parrocchiale della Chiesa Matrice di Casamassima, il quale della Terra di Casamassima aggiunse che era premunita di 33 torri e ripiani di terreni, ad uso proprio di una gran piazza d'armi e di una gran fortezza.
Successivamente al 1738, la voce popolare volle dare un volto e un nome al "generale della famiglia Massimi", identificando in Quinto Fabio, per soprannome Massimo, il fondatore di Casamassima. Dal Dizionario Corografico del Reame di Napoli, redatto dai Signori Ferdinando De Luca e Raffaele Mastriani (sec. XIX) veniamo informati: "(Il nostro borgo) si vuole aver avuto la sua origine da un castello ivi fabbricato da Fabio Massimo, durante la guerra Tarantina, e si dice che da Massimo venuto sia il nome di Casamassima".
Le notizie sulla storia di Casamassima sono state ricavate dall'opera di Sante Montanaro, Casamassima nella storia dei tempi, volumi I, II, III, IV, Bari - edizioni Levante 1994, 1997, 2000 e riportate dal sito del Comune di Casamassima .
Infine, dal punto di vista gastronomico, se vi puo' interessare, consiglio di andare a mangiare una squisitissima e selezionatissima carne arrosto in un localino che si trova proprio nel centro storico di Casamassima. Esattamente è la macelleria "Pastore", ubicata appena sotto l'arco della Piazza-Orologio. Di fronte ad essa è presente il locale-ristorante dove una volta scelta la carne vi verrà servita arrostita al tavolo. Potrete cosi' degustare davvero ottimi manicaretti. Personalmente ci sono stato qualche tempo fà e ho potuto mangiare di gusto: bombette normali e piccanti, insalata di polpette, salsicce zampine, involtini e tante altre leccornie (con l'aggiunta facoltativa di ottimi ed abbondanti antipasti). Una vera prelibatezza a prezzi economicissimi.
P.s.: è soltanto uno dei tanti e buoni locali presenti in città.
Immagini e storia by: www.comune.casamassima.ba.it/

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03 giugno 2007

Il Comune di Corato

Carissimi visitatori oggi parliamo della città di Corato, in provincia di Bari.
Distante 43 Km dal capoluogo, Corato è situata a 232 metri sul livello del mare, sulle pendici orientali delle Murge, un territorio roccioso o semi-roccioso che ha permesso lo sviluppo di colture tradizionali: vigneti, oliveti, mandorleti e seminativi.
Il lavoro dell'uomo ha conferito al paesaggio una fisionomia unica: grandi spazi aperti, nei quali domina la vegetazione spontanea, interrotti da strisce di terreno coltivato dai colori mutevoli a seconda delle stagioni.
La vegetazione prevalente è la steppa o para-steppa. Le piante più frequenti sono: asfodeli bianchi e gialli, osiridi, cardi, ferule, papaveri, rovi, trifogli ed anemoni; vi sono, inoltre, lembi di boschi di querce a roverella e pinete in particolar modo nella murgia serraficaia (mt. 673 s.l.m.) e a San Magno (mt. 480 s.l.m.).
La fauna locale è rappresentata da alcuni esemplari di: volpi, lepri, ricci, vipere, ramarri, lucertole, gechi, donnole, gazze, ghiandaie, upupe, gufi, civette, barbagianni, cardellini, fringuelli, passeri e pettirossi.
I suoi inizi si collocano nel III secolo a.C., durante il periodo repubblicano di Roma, quando Scipione l'Africano premia i soldati dauni e peuceti per la distruzione di Cartagine condendogli diveri territori degli Apuli: fra questi, un certo Caius Coratus avrebbe dato il nome al successivo abitato. Il nome nei secoli oscilla fra Coratus, Coratum, Curati, Quarata e Quadrata, finchè sotto Federico II la cittadina assume il nome ufficiale di Corato. Anticamente la città era percorsa da un tratto interno della via Traiana: l'abitato romano sarebbe confermato dall'originale pianta quadrata (da cui uno dei probabili nomi) della città.
Agli inizi del
VII secolo è una modesta cittadina longobarda, attaccata da numerosi pirati: a questo proposito vengono edificate quattro torri difensive e numerose vie sotterranee. In età bizantina (IX secolo) mantiene una forma molto simile, invariata fino alla giunta di Pietro il Normanno nel 1046, che unifica le torri già esistente con delle possenti mura ed altre ventincinque grandi torri, il tutto contenendo un ampio castello (Palazzo Gioia) e conferendo all'abitato il titolo di città. Lo sviluppo continua, confermato anche dal geografo arabo El Edrisi, che ne descrive alcune specialità nel 1155.
La città rimane fedele a
Corradina di Svevia anche dopo la morte di Federico II nel 1250, e alla conquista di Carlo I d'Angio' ottiene il motto di "cor sine labe doli" (in lingua latina "cuore senza la macchia del tradimento"), riportato ancora oggi nello stemma civico.
Gli Spagnoli e i
Borbone nel XVI secolo dominano Corato e la zona circostante, fino ad un modesto tentativo d'insurrezione ad opera del cittadino Federico Quinto nel 1799. Infeudata pochi anni dopo alla famiglia Carafa di Andria, nel 1503 la città è protagonista della disfida di Barletta. Un grande fervore economico ed edilizio coinvolge la città a partire dalla salita di Gioacchino Murat in poi, fino a proseguire con l'unità d'Italia.
Tanti sono i luoghi da visitare a Corato e tra questi è bene citare:
Palazzo di Città: sede del municipio dal
1866, era precedentemente un convento dei frati Minori Osservanti di San Cataldo. Oltre al prospetto in stile ottocenesco, gli interni presentano un chiostro cinquecentesco con archi ogivali tardo-gotici su pilastri, con diverse finestre a due livelli in stile barocco e nella parte superiore l'orologio civico. All'interno si trovano la statua della Madonna del Latte, probabilmente del 1548 di Paolo da Cassano ed un affresco della scuola ferrarese del XVI secolo.
Palazzo delle Pietre Pizzute (Palazzo Patroni Griffi o De Mattis): palazzo cinquecentesco ornato da tredici bugne piramidali, con in alto lo stemma dei conti Patroni Griffi.
Sepolcri di San Magno: tumuli risalenti all'età protostorica, circa
VII secolo a.C. nella contrada omonima.
Palazzo Lamonica Vecchio: è una grande costruzione con un prospetto duplice e diversi portali ottocentesco e rinascimentale, con una balaustra superiore.
Chianca dei Paladini: un
dolmen dell'età del Bronzo costruita con tre lastre megalitiche (le cosiddette chianche, da cui il nome) ed una quarta ricoprente; la leggenda racconta sia il risultato di una competizione fra giganti.
Palazzo ex Pretura: sede dell'antica università, è stato restaurato in epoca neoclassica.
Palazzo Catalano: piccola fabbrica popolare risalente al
1598, con al primo piano un affresco con una scena di caccia e al secondo piano un'iscrizione con il nome del fondatore, Antonio Catalano.
Palazzo Gioia: edificato sul castello più antico della seconda metà dell'
800, con il portale a destra coprente due rilievi con gli emblemi della famiglia Carafa.
Palazzo ex Biblioteca Comunale: risalente al
XVII secolo.
Edicola Galise: edicola storica di Corato, la prima, dal 1911 [di fronte al Palazzo di Città]
Tante sono anche le manifestazioni e gli eventi culturali che si realizzano nel paese.
In febbraio si celebrea il carnevale coratino, con una grande sfilata di gruppi mascherati e carri allegorici, mentre in occasione della Pasqua si svolge una solenne processione, con la rappresentazione dei misteri della locale parrocchia di San Giuseppe; il sabato santo è solita la Processione della Pietà dal vicino santuario di Santa Maria della Greca, antica protettrice della città. A maggio, durante la Fiera di San Cataldo, si celebra una sfilata di carrozze e attacchi d'epoca.
Il Festival delle Murge è organizzato durante il mese di
giugno, mentre il concorso locale di musica leggera, la Nota d'Oro, avviene a luglio. Importanti sono le celebrazioni di agosto per la festa del patrono locale, San Cataldo, che nel 1483 salvò il paese da una grave pestilenza: varie processioni accompagnano le celebrazioni, con un concorso di pittura per giovani artisti meridionali. Per Ferragosto è usuale il concorso della Barca di Santa Maria, una caratteristica esposizione di barche in carta velina. Infine, il 12 dicembre, avviene la jaojo di Santa Lucia, con un grande falò ed alcune degustazioni di dolci tipici.
Sagre
Molto caratteristiche sono le sagre del paese, fra le quali si ricordano quella del calzone di cipolla ad
aprile, della ciliegia a giugno, della bruschetta e della castagna a novembre.
Piatti tipici
Un primo piatto tipico è il ragù con braciole di carne d'
asino o di cavallo, con cui si condiscono le orecchiette, dette strascenate. La pignatta di trippa e il calzone (una focaccia riempita da cipolle cotte a vapore, olive nere, acciughe ed uva passa) costituiscono la seconda parte del pasto. Ma sono anche molto comuni le scamorze, i nodini e le burrate. Fra i dolci tipici del luogo, si ricordano in occasione del Natale le cartellate con vincotto e miele, marzapane, sasamello e taralli, mentre per le festività pasquali è consuetudine cucinare le scarcelle'.
Curiosità
A Corato si dice che siano nati alcuni detti baresi diventati poi famosissimi in tutta la provincia e non solo....
Ad esempio:""""Ce nam' a scie sciamanninne, ce nan' amà scie, nane sciame scenne"""", cioè se ce ne dobbiamo andare andiamocene ma se non ce ne dobbiamo andare non ce ne andiamo.....
""""Mazze e panèlle, fàscene le figghje bèlle, pane sènz' à mazze, fàscene le figgje pazze"""", cioè per educare i figli ci vuole bontà e altrettanta severità, solo cosi' essi diventeranno bravi.
Questi proverbi sono solo alcuni dei tanti presenti. Per maggiori informazioni visitate il sito
Immagini by:

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17 giugno 2006

L'nghmridd o gnumiridd

Per la serie amici del colesterolo oggi parliamo degli "inghimiriddi".....
Dicesi "l'nghimiridd o anche gnumridd" i nostri involtini di carne fatti con fegatini, cuore, polmone e le "endrame" (budella) di vitello e prezzemolo.
Il pezzo di fegatino viene tagliato in piccoli tronchetti e arrotolato nelle interiora (ben pulite) di vitello. Successivamente si condisce con un po' di olio e prezzemolo, qualche foglia di alloro (facoltativa) e si cuoce sulla fiamma viva della fornacella.
Il sapore è buonissimo.

Gli inghimiriddi vengono venduti già preparati in macelleria oppure possono essere acquistati in mezzo alla strada dagli appositi venditori ambulanti....abusivi....
Durante la festa di Sanda Nicol (vedi apposito post) queste prelibatezze vanno praticamente a ruba.
Purtroppo, non dispongo di foto di questi involtini ma vi garantisco che sono eccezionali veramente....

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03 giugno 2006

I Panzerotti

Sapete cosa sono "l Panzarott"???Sono delle squisitissime e ovviamente baresissime frittelle ripiene con pomodoro e mozzarella oppure carne o ricotta o addirittura fatti con le rape.
Praticamente si utilizza la stessa pasta della focaccia (leggi post dedicato).
A differenza pero' di questa, la pasta viene tagliata in piccoli pezzi.
Singolarmente poi devono essere stesi sul tavolo in modo circolare.
Al centro di questi cerchi di pasta si mettono piccoli pezzi di pomodoro e mozzarella (oppure degli altri ingredienti precedentemente indicati), un po di formaggio e pepe e si chiude a semiluna il ripieno cosi' ottenuto, facendo molta attenzione a schiacciare bene bene i bordi del panzerotto, poichè, si rischia che possa aprirsi durante la cottura.
Preparati questi piccoli alimenti vanno fritti in olio bollente facendo ovviamente attenzione a non bruciarli. Dopo la cottura bisogna posarli in carta assorbente e sono pronti cosi' per essere consumati.
Di solito i panzerotti migliori sono quelli non molto grandi e la festa sarà maggiore se preparati tutti con ingredienti diversi.
P.S. A Bari lo specialista dei panzerotti, anzi il maestro dei panzerotti fritti e al forno è "la pizzeria Da Di Cosimo".....La migliore in assoluto....

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