Il Capocomitiva di Bari

Benvenuti, questo è il mio primo "BLOG". Per quanti di voi che abbiano intenzione di conoscere attualità, cronaca, divertimenti e tradizioni della città di Bari e non solo. Potrete fare due chiacchiere con me lasciando i vostri commenti o consigli in maniera seria ed io saro' felice di rispondervi. Buon divertimento Amici miei. Un saluto da Sergio "Il Capocomitiva". P.s.: Per la realizzazione di questo Blog nessun pugliese è stato maltrattato......

15 giugno 2007

Terlizzi, la Città dei fiori.

Carissimi visitatori, il giro delle città della provincia di Bari prosegue nella stupenda cittadina di Terlizzi.
Situata nella Murgia bassa su un rilievo del primo gradino murgiano della provincia di Bari, è fra i primi centri floricoli d'Italia. Nel periodo medioevale era circondata da selve boscose, di cui si hanno riscontri sia nelle testimonianze scritte, sia in quelle toponomastiche (Sovereto, frazione di Terlizzi, deve il suo nome al latino Suberito, che ricorda gli alberi di sughero, suber, che circondavano le località).
Le origini di Terlizzi si perdono nel VI secolo d.C., nonostante le prime testimonianze della sua esistenza risalgono alla Donazione di Wacco (VIII sec.), feudatario longobardo che dona il suo possedimento di Turricium al Monastero di Montecassino. Dopo la dominazione bizantina, a partire dall'XI secolo Terlizzi rientra nella sfera d'influenza di Giovinazzo, sotto il dominio del normanno Conte Amico, artefice delle fortificazioni in entrambe le città (ed a Terlizzi, del poderoso castello con tre torri, che ha dato origine sia allo stemma cittadino sia al toponimo latino di Turricium, ancora identificata come castellum). Nel 1123 acquisi' il titolo di città (come testimonia una stele affissa alla Torre Maggiore del Castello Normanno, unica superstite della struttura, in gran parte crollato tra XVIII e XIX secolo). Nel Duecento fu capoluogo di contea infeudata alla famiglia Tuzziaco; in seguito fu dominio di Federico Wrunfort, degli Orsini di Taranto e dei Grimaldi. Nel 1779, dopo aver riscattato la condizione feudale, divenne città demaniale. Diventata libero comune dopo l'Unità d'Italia, ebbe un considerevole sviluppo demografico: contava 18.000 abitanti.
Cosa c'e' da vedere a Terlizzi???Ebbene, qui di seguito riporto alcune delle mete turistiche che potrete visitare nella ridente città pugliese:
Portale di Anseramo da Trani
Proviene dall'antico duomo cittadino distrutto nel
1782 e attualmente si trova incastonato sulla vecchia facciata della chiesa del Rosario. Costituisce una delle testimonianze più belle nel panorama pugliese della scultura svevo-angioina. La scena è dominata dall'Ultima Cena, da cui prendono significato le altre raffigurazioni intestate al classico ciclo cristologico (Annunciazione, Natività e Crocifissione).
Chiesa di S. Maria delle Grazie
Periferica rispetto al centro della città, conserva con i suoi quattro altari i tratti discreti del fascino francescano, offrendo un clima di grande serenità. L'interno presenta un colpo d'occhio che svela un panorama artistico di grande attrazione. Da notare sull'altare maggiore un elegante tabernacolo finemente lavorato in noce.
Cattedrale di S.
Michele Arcangelo
Costruita a cavallo del XVIII e XIX secolo secondo canoni neoclassici sulle fondamenta dell'antico duomo romanico (XIII sec). Conserva preziose tele e una buona raccolta di statue lignee. Il culto dell'Arcangelo è stato inaugurato a Terlizzi dai Normanni (XI sec.), che vollero anche l'edificazione della prima chiesa entro le mura della città, il cui nome si è conservato nel corso dei secoli.

Chiesa del Purgatorio
E' presente una "Natività" di
Corrado Giaquinto.
Palazzo De Gemmis
Palazzo nobiliare del Settecento, edificato dall'omonima famiglia.
Il centro storico
Coincide con la cittadella medievale. Un insieme di case e viuzze disposte a raggiera convergenti verso la cattedrale di S. Michele Arcangelo.

Torre dell'Orologio
Simbolo della città. Possente e ultima testimonianza dell'antico castello, dall'alto dei suoi 31 metri, domina tutto lo scenario circostante. La torre, sormontata da un'elegante edicola campanaria, mostra sulla facciata orientale il maestoso orologio che con un diametro di 3.45 metri trova pochi eguali in tutta Europa.

Chiesa di S. Maria la Nova
Di notevole interesse artistico. La storia di questa chiesa, costruita ai primi del '500, si intreccia da un lato con quella dei
Frati Minori Osservanti, dall'altro con il locale patriziato che la elevo' a proprio panteon, erigendovi lussuose cappelle gentilizie quasi a consacrare un dichiarato bisogno di eternità. Ha pianta basilicale a tre navate. Restaurata nel 1619 conserva iscrizioni lapidarie, stemmi e pregevole pulpito ligneo del 1714 e due altari settecenteschi dedicati all'Immacolata e al SS. Rosario.
Chiesa di S. Maria di
Cesano
A 1 km da Terlizzi. Eretta nel
1055 al posto di un'antichissima e fatiscente cappella. Nel corso di alcuni lavori di restauro è stato rinvenuto nello spazio absidale un pregevole affresco di sicura matrice bizantina raffigurante al centro il Cristo nel tradizionale atteggiamento del Pantocrator. Ai lati la Madre e San Giovanni Battista.
Santuario di
Sovereto
E' leggendario il rinvenimento, poco dopo l'Anno Mille, in una grotticella del Sovero a 3 km da Terlizzi, della sacra icona raffigurante la Vergine con il Bambino, più conosciuta sotto la denominazione di Madonna di Sovereto, divenuta poi patrona della città. Della chiesa primitiva è rimasta intatta l'abside d'epoca medievale con monofora a spina di pesce, mentre nell'atrio compreso fra il santuario e gli edifici adiacenti si possono ammirare testimonianze epigrafiche ed eleganti bifore. Sono, inoltre, presenti preziosi stucchi rococo' che rivestono le pareti e incorniciano archi e finestre.

Bene, tornando alla storia della città è bene rappresentare che in questa bellissima località l'arte della ceramica ha origini molto antiche. Una tradizione che, di generazione in generazione, si perpetua dai primi dell'Ottocento e che ancora oggi, con una decina di aziende, riesce a meravigliare per il gusto caratteristico delle forme e dei colori. I vasai più anziani ricordano con orgoglio le vecchie affumicate fornaci, rinomate in tutta la provincia, dove l'argilla veniva forgiata con precisione e fantasia trovando adeguata collocazione in vari settori di mercato, soprattutto in quellli del vasellame da cucina e dell'arredo decorativo.
L'economia della città è caratterizzata dallo sviluppo, iniziato negli anni Cinquanta, della floricoltura, che si è affiancata alle tradizionali coltivazioni di olivo, vite, mandorli e cereali, favorendo una rapida espansione del settore commerciale. Ci sono industrie tessili, dei materiali da costruzione e di trasformazione dei prodotti agricoli (oleifici, aziende enologiche e molitorie). Attivo l'artigianato, con produzione di ceramiche e terrecotte. Dall'agricoltura trae reddito il 19% della popolazione. Si stima che il fatturato complessivo superi i 400 miliardi, con una produzione per ettaro superiore ai 4000 (la più alta della Puglia, dopo Palagiano). La gran parte del fatturato proviene dalla floricoltura. Le aziende agricole a conduzione diretta sono oltre 4.400, quelle con salariati circa 220. La superficie coltivata è dominata dall'olivicoltura (67%); seguono la coltivazione di mandorle e la viticoltura. L'altro ramo economico importante è quello industriale; vi operano una cinquantina d'aziende, con circa 500 addetti. Le costruzioni sono rappresentate da una trentina di imprese, con una settantina di addetti. Il commercio è presente con circa 500 ditte; gli addetti sono più di 800, che rappresentano un quarto degli occupati nei settori non agricoli. Nel ramo dei servizi è rilevante la presenza della pubblica amministrazione, che dà lavoro a un migliaio di persone. Nei servizi privati prevale il settore dei trasporti e quello delle attività immobiliari. Nei circa 260 laboratori artigiani, rinomata la produzione di ceramiche dipinte a mano, lavorano oltre 550 persone. Nella composizione socioprofessionale della popolazione risaltano due caratteristiche: il bassissimo numero delle casalinghe e l'alto numero dei lavoratori dipendenti. Si tratta evidentemente di due fenomeni correlati, per la presenza di un'alta quota di lavoro femminile dipendente nelle attività agricole (floricoltura) e in quelle manifatturiere collegate.
Storia by: http://it.wikipedia.org/wiki/Terlizzi
Foto By: http://it.wikipedia.org/wiki/Terlizzi Autore: Francesco De Virgilio
http://www.janoskertesz.de/apulien/16bitonto.html
Mappa by: http://vallarelli.altervista.org/mappa_puglia_vallarelli.jpg

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1Comments:

Blogger Francesco De Nicolo said...

http://terlizzimia.blogspot.com/

3/6/10 19:59

 

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