Il Capocomitiva di Bari

Benvenuti, questo è il mio primo "BLOG". Per quanti di voi che abbiano intenzione di conoscere attualità, cronaca, divertimenti e tradizioni della città di Bari e non solo. Potrete fare due chiacchiere con me lasciando i vostri commenti o consigli in maniera seria ed io saro' felice di rispondervi. Buon divertimento Amici miei. Un saluto da Sergio "Il Capocomitiva". P.s.: Per la realizzazione di questo Blog nessun pugliese è stato maltrattato......

29 giugno 2008

Il Dibattito (Capocomitiva/Assessore) sull'apertura domenicale degli ipermercati a Bari

Buongiorno a tutti miei cari amici e visitatori. Ho avuto il piacere e l'onore di avere tra gli utenti che hanno potuto visionare il mio blog recentemente il Dr. Sergio Ventrella - Assessore al Commercio e Cooperazione e Presidente della Commissione Comunale per la Vigilanza sui Pubblici Spettacoli del Comune di Bari, il quale, molto gentilmente, mi ha invitato a scrivere sul suo sito un mio commento su quello che è il mio punto di vista sull'apertura domenicale degli Ipermercati.
Ovviamente, l'occasione è stata ghiotta!Non ho perso tempo e subito mi sono collegato con l'home page della citata Personalità Locale, per descrivere quanto richiestomi. Ecco quindi gli interventi che mi hanno riguardato personalmente e le risposte che ho ricevuto dal sempre gentilissimo Assessore:
""""Il Capocomitiva di Bari
Gentile Assessore, innanzitutto mi permetta di ringraziarla per aver fatto visita al mio blog ed aver lasciato il suo commento. Per quanto concerne il discorso sull'apertura degli ipermercati la domenica, mi duole comunicarle di non essere d'accordo con la sua proposta. I motivi sono tanti. Ad iniziare dal fatto che molte persone, come il sottoscritto, lavorano tutti i giorni della settimana e, solo nel week end, hanno la possibilità di fare acquisti con calma nei negozi o centri commerciali. Il discorso della concorrenza sleale nei confronti dei commercianti del centro è secondo me irrisoria, in quanto, da utente, posso dirle che durante la settimana molta gente - libera da impegni lavorativi logicamente - comunque compra tranquillamente dove vuole. Il mercato è questo, garantire la libera scelta al cittadino di dove acquistare e quando acquistare. Molti commercianti (del centro magari e senza offesa per nessuno) potrebbero adoperare un orario continuato, cosi' come succede in altre città d'Italia (Napoli ad esempio o Roma). Magari aprendo piu' tardi la mattina e chiudendo prima la sera. Non credo che cosi' facendo perderebbero il bacino di utenza già guadagnato nel tempo. Anzi, direi che è assurdo che dei turisti (leggi crocieristi) che transitano a Bari dalle 13 sino alle 16,30 non possano acquistare nulla da nessuna parte, se non presso appunto i centri commerciali, tra l'altro posti fuori città. Capirà allora il mio personale disappunto alla chiusura degli ipermercati la domenica. Una cosa del genere danneggerebbe ancora di piu' il settore turistico. I centri commercili stanno riscuotendo forse piu' successo rispetto ai negozi tradizionali proprio perchè hanno una maggiore elasticità sull'orario lavorativo durante la settimana e nei giorni festivi. Ripeto e ribadisco, le mie sono oipnioni da utente, acquirente e semplice cittadino. Una goccia nell'oceano, ma pur sempre un numero. Invece di cercare di trasformare Bari in una città turistica sto vedendo, al contrario, talune disposizioni che favoriscono soltanto una città bella da guardare solo in cartolina e, dove, soprattutto nei giorni festivi, per poco non c'e' neanche la possibilità di portarsi a casa un semplice souvenir. Una città fantasma.... Assurdo questo orientamento assolutamente anti commerciale. Poi, per carità, ci si adegua a quelle che sono le regole impartite dall'alto. Sperando in una soluzione valida per tutti quanti, la saluto cordialmente. Sergio "Il Capocomitiva", Bari.
http://www.ilcapocomitiva.blogspot.com"""""

4. 28-06-2008 17:30

Risposta al Il Capocomitiva di Bari (da parte dell'Assessore)
""""Gentile Capocomitiva, cosi come hai impostato il tuo intervento non si può non essere d\'accordo, ma purtroppo ci sono aspetti che non hai considerato e che sono fondamentali. E\' evidente che fa comodo a chi lavora tutta la settimana trovare i negozi aperti, me compreso! Ma allora, per la stessa ragione, dovrebbero rimanere aperti al pubblico, erogando servizi essenziali, anche i laboratori delle strutture ospedaliere pubbliche, per effettuare analisi, gli uffici pubblici (Comune in primis), gli uffici postali, le banche, le farmacie \"tutte e non a turno, ecc.\". E poi, vogliamo dare un senso alla settimana di lavoro con un giorno di riposo? Non voglio entrare nell\'ambito religioso e affrontare il tema del valore che ha la domenica per i cattolici. Io, però, ritengo che bisogna rispettare gli insegnamenti della dottrina cattolica sempre, non solo quando conviene o quando questo non comporta sacrifici. Vorrei ricordarti che a Bari abbiamo celebrato un congresso eucaristico su questo tema. Per quanto riguarda invece l\'aspetto economico non è cosa da poco considerare il fatto che a Bari abbiamo la più elevata presenza di esercizi commerciali, in rapporto al numero degli abitanti, di tutta Italia. Solo a bari ne abbiamo 6 con oltre 10.000 mq di superfici di vendita e circa 200 di 4.000 mq. Senza considerare Modugno, Triggiano (che è come se fossero Bari) e anche Casamassima. Questo significa che la spesa pro-capite si concentra per la maggior parte in questi esercizi, ma questo per varie raggioni è un processo inarrestabile e rappresenta la normale evoluzione del mercato. Ma se la domenica, i piccoli esercizi non possono rimanere aperti per causa degli elevati costi di gestione, l\'ipermercato assorbe quasi totalmente la spesa pro-capite sopratutto nel settore alimentare. Perciò, disciplinare le aperture straordinarie e non chiudere totalmente serve anche a meglio redistribuire la spesa di ogni singolo consumatore. Le liberalizzazioni non sempre portano vantaggi in economia, talvolta occorre contingentare. Grazie.
http://www.sergioventrella.it"""""
sergio.ventrella

5. 29-06-2008 11:33

Risposta del Capocomitiva (Aperture domenicali)
La ringrazio caro Assessore per avermi dato una risposta davvero esaudiente. Mi permetto, se per lei non è un problema, di pubblicare questa bella tematica sul mio blog, inserendo il mio commento e la sua risposta, affinchè magari possa vedere anche cosa pensano a riguardo i visitatori del mio blog. """""

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Ebbene, cari amici vicini e lontani, cari concittadini, cari consumatori, ecco che il dado è tratto. Il gentile Assessore ha trattato un'argomentazione della quale "Il Capocomitiva" si era già occupato in passato (vedi link) , riscuotendo una buona attenzione da parte di molti cittadini pro e contro questo tipo di aperture. Già all'epoca scrissi che, personalmente, ero d'accordo con la possibilità da parte dei grossi centri commerciali di rimanere aperti nei giorni festivi, soprattutto per favorire quel bacino di utenza che, per motivi di lavoro, non ha normalmente il tempo di recarsi presso i negozi durante i giorni feriali.
E'ovvio che questo tipo di apertura dell'attività commerciale deve essere condizionata ad una regolare turnazione degli impegati addetti.
Apriti cielo!Commercianti e commessi/e sul piede di guerra da una parte e acquirenti in assetto da combattimento dall'altra. Logicamente le mie sono pure metafore, ma, poco ci mancava che si scatenasse una guerra civile...
Allora, a distanza di quasi due anni, la problematica è di nuovo venuta a galla e gradirei che, anche questa volta voi, come visitatori (commercianti o semplici acquirenti), possiate indicare le vostre opinioni al riguardo.

Almeno, finalmente, capiremo se la proposta di riorganizzare le date di apertura degli ipermercati da parte del bravo Assessore sia una cosa che possa portare piu' vantaggi o meno a tutti i cittadini baresi.

Mi aspetto ovviamente un dibattito rispettoso e sempre moderato, anche perchè come ben sapete, l'inciviltà non è tollerata su questo blog!

Vi ringrazio sin d'ora per la vostra cortesa collaborazione. Le vostre opinioni successivamente saranno riportate al Dr. Ventrella, affinchè possa farsi un quadro del pensiero della gente di Bari su questa tematica molto ma molto importante.

Con il contributo di tutti voi, potremo aiutare ad indirizzare meglio l'Amministrazione Comunale a scegliere la strada migliore per soddisfare tutti quanti.

Un saluto circolare e ancora grazie!!!.

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24 settembre 2007

Casamassima (BA)

Buongiorno a tutti carissimi visitatori. Oggi parlo della bellissima cittadina di Casamassima, in provincia di Bari. Il Comune di Casamassima si trova a sud del capoluogo, nell'entroterra barese. Per giungervi basta percorrere la tangenziale di Bari (SS16), direzione sud, uscita per Taranto e imboccare quindi la SS100. Dopo una ventina di Km si raggiunge la citata cittadina. Attualmente la città di Casamassima ospita circa 16.400 abitanti. Molti i pendolari che giornalmente vanno e vengono dal paese verso il capoluogo. Altri invece si recano da Bari e dalla provincia verso il citato Comune poichè è qui che ha sede il piu' antico e grande ipermercato dell'hinterland barese: l'Auchan.
(Chiesa del Purgatorio e Monumento ai caduti)
(Chiesa e la Fiera del Purgatorio e Borgo antico)
(Porta Orologio)

Il paesaggio della città.
I) Testimonianze preistoriche

Notevoli, nel territorio di Casamassima, tre testimonianze preistoriche:
1^) I menhir o pietrefitte;
2^) Le specchie;
3^) Il paesaggio carsico.

1) I menhir o pietrefitte.
Denominati menhir dal basso bretone men = pietra e hir = lunga, essi sono megaliti di forma irregolare, ma talvolta vicina alla conica e alla cilindrica, per lo piu' lasciati grezzi, infissi nel terreno a guisa di obelischi.
Casamassima ce ne erano due, il Menhir n. 1 e il Menhir n. 2, siti nell'agro del Comune, al limite con il territorio del Comune di Acquaviva delle Fonti, alquanto vicini fra loro. Là si poteva trovare, fino all'anno 1994, svoltando a destra della 1^ stradina campestre che si trova immediatamente dopo la Villa Azzone, sulla strada nuova che da Casamassima porta ad Acquaviva delle Fonti. Dopo l'anno 1994, il Menhir n. 1, misurante m. 1,60 di altezza e largo alla base cm. 55x20, attraversato da una fessura di stratificazione che lo percorreva in tutta la sua lunghezza, fu trafugato da ignoti e venduto ad un noto Ristorante di Acquaviva che ne fece bella mostra nei suoi locali. Sequestrato dai Carabinieri di Casamassima, su segnalazione del Sindaco di Casamassima, dott.ssa Paola Susca Bonerba, esso è oggi custodito nella Casina del notaio Pietro Albenzio, proprietario del terreno dove per secoli il menhir era stato sito.
Per quanto riguarda il significato, l'uso e la destinazione dei menhir, gli studiosi sono fra loro discordi: per alcuni, tali monoliti segnavano dei confini oppure dei punti importanti per incontri o scontri di popolazioni di villaggi diversi; per altri, essi volevano indicare delle sepolture; per altri ancora, quei monumenti lapidei erano legati a manifestazioni culturali in onore del Sole o erano espressione del culto fallico; comunque quelle pietre sono parole arcane, con cui è stata scritta la nostra storia.

2) Le specchie.
Le "specchie"
erano piccoli o grossi cumuli di pietre, alcuni millenari e altri piu' recenti, sparsi per lungo tempo nelle dense boscaglie del nostro agro e rimasti isolati quando quelle aree furono trasformate in culture promiscue o specializzate, oggi quasi del tutto scomparsi ad opera dei titolari di piccole e medie imprese di costruzione.
Segnalandole, lo storico Giovanni Carano Donvito scriveva, nel 1966, nella sua ben documentata Storia di Gioia del Colle, vol. I, pag. 64, queste parole: "Degne di rilievo, sempre relativamente alla nostra preistoria, le cosi' dette specchie, site in Casamassima, alla contrada Piscinola (n.d.A.: forse Piscinelle) ritenute, specie ove trovansi numerose, antichissime abitazioni...".
Confortati dall'autorità culturale del Carano Donvito, alcuni studiosi locali hanno fatto risalire alcune specchie millenarie ai tempi delle civiltà di Tomegna, di Casaldino e di altri centri urbani, ormai del tutto distrutti e certamente interessanti dal punto di vista storico e archeologico. Non è poi del tutto da scartare quanto la nostra gente da secooli va sussurrando, e recentemente provato, e cioè che, sotto le specchie, erano state collocate le tombe di guerrieri e capi di eserciti o di qualche famigliare, morti in battaglie o nel transito attraverso il nostro territorio.

3) Il paesaggio carsico.
Con i caratteri idrogeologici dell'ambiente di Terra di Bari è strettamente collegato l'inesplorato e incantevole paesaggio carsico di Casamassima. Il lavorio sotterraneo della falda carsica nelle viscere del territorio di Casamassima durava certamente da secoli, anzi da millenni, ma era rimasto sempre sconosciuto fino all'agosto del 1974 quando la Ditta Vianini, la quale stava facendo, nel nostro agro, importanti lavori di impiantazioni dei tubi dell'acquedotto che dal Pertusillo oggi porta l'acqua nella zona industriale di Bari, apprese che un suo dipendente, l'operaio Oronzo Castellano, il giorno 23 agosto, mentre manovrava la pala meccanica, aveva visto aprirsi sotto di sè una grande voragine, attraverso la quale si erano intraviste numerose stalattiti e stalagmiti.
La notizia si diffuse rapidamente nel Paese, destando grande meraviglia fra la popolazione e tanta curiosità soprattutto fra gli alunni delle scuole elementari e media e alcuni coraggiosi concittadini.
Per motivi di sicurezza la voragine fu chiusa, lasciando soprattutto nell'animo dei giovani tanta amarezza e un pizzico di speranza che, in tempi migliori, la voragine sarebbe stata riaperta e le generazioni future avrebbero potuto osservare in loco un paesaggio veramente suggestivo.
Per quanto riguarda l'origine della cittadina ci sarebbe tantissimo da dire ma, per motivi ovviamente di spazio, mi limito a riportare quanto descritto nel sito del Comune di questo bellissimo e antico paese:
II) La storia di Casamassima
Con l'avanzare del tempo, dalla presunta fondazione di Casamassima da parte di Quinto Fabio Massimo, il Temporeggiatore, occorre passare a notizie sempre piu' ampie e dettagliate su tale Comunità.
1) Casamassima e il suo presunto fondatore: un Generale della famiglia Massimi.
Dalle qualificanti testimonianze offerte dai mehnir, dalle specchie e dalle grotte carsiche a favore, se non dell'antichità del nostro centro urbano, certamente del mistero della preistoria del nostro territorio, passiamo a ricercare se, nelle nostre passate tradizioni locali, ci siano state delle prese di posizione a favore della fondazione di Casamassima da parte di Fabio Massimo, il Temporeggiatore, un politico e un guerriero romano nato nel 273 a.C. e morto nel 203 a.C..
Il primo accenno a un Generale della famiglia Massimi quale presunto fondatore di Casamassima lo si trova nel 1685 in una nota dell'Arciprete Monsignor Sergio de Bellis il quale, in quel momento, aveva tutto l'interesse di nobilitare la sua patria, onde risultasse piu' efficace la difesa dei privilegi e delle prerogative della sua Chiesa in Roma, presso la Congregazione dei Vescovi e Regolari.
A parlare, come il de Bellis, di un generale della famiglia dei Massimi, quale fondatore di Casamassima, penso' anche l'anonimo autore di uno scritto del 1738, rinvenuto nell'Archivio parrocchiale della Chiesa Matrice di Casamassima, il quale della Terra di Casamassima aggiunse che era premunita di 33 torri e ripiani di terreni, ad uso proprio di una gran piazza d'armi e di una gran fortezza.
Successivamente al 1738, la voce popolare volle dare un volto e un nome al "generale della famiglia Massimi", identificando in Quinto Fabio, per soprannome Massimo, il fondatore di Casamassima. Dal Dizionario Corografico del Reame di Napoli, redatto dai Signori Ferdinando De Luca e Raffaele Mastriani (sec. XIX) veniamo informati: "(Il nostro borgo) si vuole aver avuto la sua origine da un castello ivi fabbricato da Fabio Massimo, durante la guerra Tarantina, e si dice che da Massimo venuto sia il nome di Casamassima".
Le notizie sulla storia di Casamassima sono state ricavate dall'opera di Sante Montanaro, Casamassima nella storia dei tempi, volumi I, II, III, IV, Bari - edizioni Levante 1994, 1997, 2000 e riportate dal sito del Comune di Casamassima .
Infine, dal punto di vista gastronomico, se vi puo' interessare, consiglio di andare a mangiare una squisitissima e selezionatissima carne arrosto in un localino che si trova proprio nel centro storico di Casamassima. Esattamente è la macelleria "Pastore", ubicata appena sotto l'arco della Piazza-Orologio. Di fronte ad essa è presente il locale-ristorante dove una volta scelta la carne vi verrà servita arrostita al tavolo. Potrete cosi' degustare davvero ottimi manicaretti. Personalmente ci sono stato qualche tempo fà e ho potuto mangiare di gusto: bombette normali e piccanti, insalata di polpette, salsicce zampine, involtini e tante altre leccornie (con l'aggiunta facoltativa di ottimi ed abbondanti antipasti). Una vera prelibatezza a prezzi economicissimi.
P.s.: è soltanto uno dei tanti e buoni locali presenti in città.
Immagini e storia by: www.comune.casamassima.ba.it/

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