Il Capocomitiva di Bari

Benvenuti, questo è il mio primo "BLOG". Per quanti di voi che abbiano intenzione di conoscere attualità, cronaca, divertimenti e tradizioni della città di Bari e non solo. Potrete fare due chiacchiere con me lasciando i vostri commenti o consigli in maniera seria ed io saro' felice di rispondervi. Buon divertimento Amici miei. Un saluto da Sergio "Il Capocomitiva". P.s.: Per la realizzazione di questo Blog nessun pugliese è stato maltrattato......

31 maggio 2008

Capurso (BA)

Cari amici, cari lettori, bentrovati e buongiorno a tutti voi. Il post odierno lo dedico al Comune di Capurso. Ebbene si, dopo tanti altri paesi, era mio compito descrivere anche questo, appartenente all'hinterland della nostra provincia. Dista circa 10 km da Bari, da cui è facilmente raggiungibile percorrendo la statale 100 in direzione Taranto. E' situata a 72 mt. s.l.m. ma l'altitudine sale a mt. 148 nella parte sud del territorio.
Le origini e la storia.
L'origine della cittadina è da collocare intorno all'anno Mille. Tracce della sua esistenza si ritrovano, anzi, già prima dell'anno Mille, come si evince dagli affreschi ritrovati nella Grotta di Santa Barbara nell'omonima contrada.
Sull'origine del toponimo Capurso ci sono varie interpretazioni alcune delle quali piuttosto fantasiose.
Secondo una corrente di pensiero (Pacifico e D'Addosio) il nome della città sarebbe derivato da Orso, figlio di Ajone, principe di Bari e Benevento, nell'anno 888 d.C. Un'altra teoria, sostenuta dal Roppo, fa risalire l'origine del nome a Urso o Ursone, nome molto frequente nel Medio-Evo.
Il poeta Torricella associo' il nome della città all'orsa polare, ma sicuramente la piu' suggestiva e affascinante delle interpretazioni è quella legata alla leggenda dell'orso che riscuote grandi consensi su base popolare.
Secondo tale leggenda, il nome della città sarebbe derivato dalla testa di un orso (caput ursi), ucciso dai primi abitanti del luogo, posta su un carro e fatta trainare dai buoi. Il paese sarebbe sorto nel punto in cui il carro fermo' la sua corsa. Al di là di leggende e interpretazioni suggestive, studi recenti ritengono che la voce Capurso derivi da quei nomi che, nati come appellativi, acquistano poi il valore di sostantivo. Cosi' da locus caprutius ( luogo di capre) sarebbe derivato Caprutius e quindi Capurso.
La cittadina è passata attraverso varie dominazioni straniere, subendo spesso devastazioni e rovine. Nel corso dei secoli si sono infatti succedute le dominazioni normanne, sveve e angioine.
Solo con l'avvento degli Aragonesi e, soprattutto per merito della politica illuminata della Regina Bona Sforza, la cittadina assume una sua dignità civica. Con la morte della regina Sforza il feudo passo' nelle mani dei Marchesi Pappacoda che dominarono Capurso per due secoli dal 1556 al 1775 e per cui volontà sorse un palazzo marchesale (spesso impropriamente definito castello) andato pero' distrutto. La rivoluzione francese ebbe i suoi effetti anche su Capurso nella quale si svilupparono fermenti liberali sostenitori di una Repubblica partenopea in contrapposizione alla dominazione Borbonica. Tale spirito "rivoluzionario" si evidenzio' anche durante il periodo dei moti carbonari con la presenza di un associazionismo segreto di stampo liberale. Con l'Unità d'Italia la cittadina assume un suo prestigio tra i Comuni della Provincia grazie all'operato di molti dei suoi cittadini illustri. Durante il periodo delle guerre mondiali Capurso paga un prezzo pesante sacrificando molti dei suoi figli. La fine della guerra e del ventennio fascista rappresentano un nuovo punto di partenza per la cittadina che avvia la propria ricostruzione sociale ed economica.
I monumenti e le chiese.
Tanti sono gli edifici religiosi presenti in questo bel paese. Tra questi si segnalano i seguenti: Il convento di San Francesco da Paola, la chiesetta della "solitudine" (costruita sull'antico pozzo di Santa Maria, in contrada Piscine. Al suo interno c'è il famoso pozzo della madonna), la chiesa del SS. Salvatore e logicamente non si puo' non ricordare la Reale Basilica dedicata alla "Madonna del Pozzo".
Quest'ultima chiesa, infatti, venne costruita per ricordare l'esperienza di don Domenico Tanzella che nel 1705, in precarie condizioni di salute, ebbe la visione della Madonna che lo invito' a bere l'acqua del pozzo detto di SS. Maria e gli fece promettere di erigere una cappella per il suo culto.
La costruzione del santuario con annesso convento degli Alcantarini si rivelo' piuttosto complicata per dissidi interni alla congregazione romana.
E' il monumento piu' importante in Capurso, di una sola navata con due altari minori laterali, è di chiara ispirazione tardo-barocca ha visto posare la prima pietra il 5 luglio del 1750 ma fu terminata presumibilmente nel 1778.
Custodisce l'affresco della Madonna ritrovato nel Pozzo di SS. Maria.
Nella chiesa si conservano inoltre, opere pittoriche di Francesco Carella: L'Ultima Cena (XVIII sec.) L'agonia di Cristo (XVIII sec.).
Gli avvenimenti.
Da segnalare, inoltre, le varie feste, ricorrenze ed avvenimenti che si ripetono annualmente in Capurso. Infatti, non si puo' dimenticare, ad esempio, il "carnevale" che ha inizio il 17 gennaio ed è caratterizzato dall'organizzazione di balli in locali privati in base a un preciso regolamento sotto la guida del "commendatore di sala".
Negli ultimi anni alle feste private si è aggiunta una sfilata per le vie del paese con la presenza di numerosi gruppi mascherati.
Inoltre, altro evento importante è "la Fanoj", si svolge alla vigilia dell'Immacolata (7 dicembre) ed è caratterizzata dall'accensione di un grande falo' in p.zza Gramsci intorno al quale la gente si riunisce per la degustazione di prodotti tipici locali (sfogliata di cipolle, taralli, vino).
Ancora si rammenta la Festa di "San Giuseppe", patrono della cittadina, con processione della Statua del patriarca e consegna delle chiavi della città da parte del Sindaco.
Per ultima (ma non per importanza) si segnala logicamente la "Festa della Madonna del Pozzo" compatrona di Capurso, celebrata l'ultima domenica di agosto e caratterizzata da una lunga e suggestiva processione del mattino (dura 6 ore) con una lunga teoria di ceri votivi portati a mano e da un'altra processione la sera con la presenza di un carro trionfale trainato, come da tradizione, da un gruppo di fedeli di Bisceglie (BA).
Info by e immagini: www.madonnadelpozzo.org www.comune.capurso.bari.it
www.venisti.it www.araldicacivica.it www.paesionline.it

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