Il Capocomitiva di Bari

Benvenuti, questo è il mio primo "BLOG". Per quanti di voi che abbiano intenzione di conoscere attualità, cronaca, divertimenti e tradizioni della città di Bari e non solo. Potrete fare due chiacchiere con me lasciando i vostri commenti o consigli in maniera seria ed io saro' felice di rispondervi. Buon divertimento Amici miei. Un saluto da Sergio "Il Capocomitiva". P.s.: Per la realizzazione di questo Blog nessun pugliese è stato maltrattato......

18 novembre 2006

Il Nocino - Liquore sopraffino


Orbene, oggi parliamo di una ricetta fornita direttamente dal mio grande amico di comitiva: Mr. Marco "3D".
Egli mi ha caldamente consigliato questa antica formula proveniente dalle sapienti mani dei monaci (#). Trattasi del "nocino", liquore fatto in maniera casereccia che puo' essere bevuto quale utile sostituto di digestivi o dei tradizionali amari.
La procedura della preparazione del suddetto liquore è abbastanza semplice. Un consiglio: anche se non siete esperti bevitori (meglio cosi') una bottiglietta di questa buonissima bevanda in casa non dovrebbe mai mancare. Ogni tanto un goccetto dopo i pasti aiuta davvero a smaltire le abbuffatte domenicali e non solo. A buon intenditor.....

Ingredienti :
Noci 20
alcool etilico 1 litro
zucchero 700g
cannella tritata 8 gr.
2 noci moscate
chiodi di garofano 6-7 interi
acqua tiepida 1/2 lt.

Preparazione:
Tagliate le noci in piccolissimi spicchi e mettetele in fusione con tutti i suddetti ingredienti in un vaso di vetro e mescolate il tutto.
Chiuderlo bene e tenerlo per 40 giorni in luogo asciutto. Dopo questo periodo di conservazione aggiungere due noci moscate, i chiodi di garofano e la cannella.
Dopo 4 mesi sciogliere lo zucchero nell'acqua tiepida. Appena raffreddato unire all'alcool predentemente filtrato degli ingredienti (usando un tovagliolo di cotone o della carta assorbente) e conservare in una bottiglia di vetro.
(#) Legenda.
Il Nocino è stato inventato da "Padre Peppe", un frate del '600. Padre Peppe, al secolo Giuseppe Ronchi, originario di Napoli, soggiornò in un convento della città di Altamura, a cavallo fra il '700 e l'800. Si deve a lui la preparazione del liquore di noci che agli inizi dell'800, suo fratello Nicola Ronchi, iniziò a servire nel Caffè Ronchi ancora oggi esistente in Corso Federico II di Svevia, sempre ad Altamura.

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12Comments:

Anonymous Anonimo said...

mmmm...buono il nocino
:-)

19/11/06 13:52

 
Anonymous Anonimo said...

mmmmm....buono il nocino :-) ciao da Pina Bellato

19/11/06 13:57

 
Anonymous Anonimo said...

Ma come fai ad essere così magniloquente? Ricordati che per poter farsi capire da chi legge, bisogna avere un linguaggio molto più pratico e meno ampolloso, specialmente se parli di ricette di cucina tipica regionale, con tutto il rispetto che meritano. Mi sembra che la vita non gira solo attorno ad un piatto di parmigiana,lampascioni fritti, frutti di mare ed un bicchierino di nocino giusto per il sacro ruttino (e faccio pure la rima)...
Oppure basta un poco di zucchero e la pillola va giù?...e per pillola spero tu sappia cosa intendo...
Saluti. Cosimo Pappalepore

20/11/06 17:38

 
Anonymous Polduccio said...

Si sta avvicinando Natale, vorrei qualche buona ricetta per l'avvenimento, e qualche località pugliese dove poter passare il week-end di fine anno con il mio gruppo di amici, tu che giri tanto e conosci tutta la Puglia chi meglio di te può aiutarmi in questa impresa? ti lancio la sfida e aspetto al più presto una risposta per andare a fare la spesa e per prenotare il week-end, grazie della collaborazione una stretta di mano dall'amico Polduccio di Cisternino.

20/11/06 18:41

 
Blogger il Capocomitiva said...

Caro Cosimo, mamma mia, ho scritto una ricetta chimica???Ma dai, penso che non sia poi cosi' difficile da capire. E poi certamente non sono solo queste le ricette pugliesi ma piano piano , quando me ne capitano sotto mano, le inserisco sul blog. Capirai anche che non le posso inserire a centinaia ma magari metto le piu' conosciute. Tranquillo e grazie comunque del tuo commento. :->
Ciao.

20/11/06 18:56

 
Blogger il Capocomitiva said...

Caro Polduccio hai toccato un tasto dolente.....
Ebbene, anno dopo anno grandi sono le scaramucce che si creano nella mia comitiva per decidere dove andare a fare l'uovo...a natale!!!
Io due anni fa sono stato in una sala ricevimenti di Bitetto (il Ku shin Kai (faccio pure pubblicità...) e mi sono trovato non bene ma benissimo. Ho mangiato alla grande, mi sono divertito ed il prezzo è stato abbordabilissimo.
L'anno scorso ho ripiegato nella casa di una cara coppia di mie amiche e ho trascorso la' il fine anno.
Per ora non ti posso dire ancora nulla poichè c'e' ancora del tempo per decidere. L'unico consiglio che ti posso dare è quello di stare attento a non farti fare fesso. Prezzi da capogiro nei vari locali non significano sempre degli affari!!!
Mi faro' risentire. tanti saluti e ciao.

20/11/06 19:03

 
Anonymous Anonimo said...

Come vedi, torno a scriverti, perchè capisco che per te Bari ricopre una parte fondamentale nella tua vita, come del resto lo è per me. A questo proposito vorrei dedicarti qualcosa e..leggi po'...
U amòre mì sì ttu. / Iì pènze sèmb’a ttè / BBare du core mì / Tu sì la zita mè. / E qquànn’arrìve magge / Iì sènghe attùrn’a mmè / Ca l’àrie, mare e rrose / Addòrene de Tè”)....
Questi versi appartengono ad un grande uomo barese che spero tu abbia conosciuto, Alfredo Giovine, che ha dedicato tutto il suo l'amore alla città di Bari, anche testimoniato da tanti suoi componimenti. Ed eccoti una sua poesia molto carina...

Desedèrie de BBare de na volde

Tènghe nu desedèrie
De frìttue e de popìzze
Allìiv’e ppulpe rizze
Sgaggliòzze n-guandetà.

Pò vògghie na tièdde
De rìse e de patàne
De cozze e melengiàne
Ca piàscen’assà a mmè.

Nu desedèrie forte
De famme na mangiàte
De chidd’asseduàte
Ca non ze scorde cchiù.

Pèrò de chisse cose
Iì renenziàss’a ttutte
Ce cchèssa BBara bbrutte
Ternàsse a premeggià.

Il dialetto è una nostra grande risorsa, e non andrebbe sprecato solo per bestemmiare. Basterebbe una parolaccia in meno ed una parola sensata in più...
Noto con piacere che qualcuno che commenta nel tuo blog da un po' di tempo non dice le solite stronzate senza senso...
Allora forza e coraggio, come vedi il mondo sta cambiando!!!
Ciao Cosimo P.

23/11/06 15:50

 
Anonymous Anonimo said...

Ciao Sergio, perchè non inserisce anche la ricetta dell'amaro Cocozza?
Da noi, in liguria, è molto conosciuto ma credo che in puglia non lo sia ancora o sbaglio?
Ciao e grazie.

23/11/06 22:50

 
Anonymous Noemi said...

Ciao Cosimo, sono esterefatta dalla tua cultura pugliese che supera addirittura quella di Sergio, che fortuna aver carpito la tua essenza da queste righe poetiche anche se non ispirate dalla tua mente l'averle riproposte in questo Blog è stata un azzeccata perfetta direi, Sergio scusami ma tu in questo pecchi, comunque Cosimo P. scivici più spesso sei un grande mi piace il tuo stile, spero prossimamente di vedere sempre più il meglio della tua cultura popolare grazie di esistere.
un saluto a tutti da NOEMI

24/11/06 09:51

 
Blogger il Capocomitiva said...

Caro Cosimo ti faccio i complimenti davvero per la tua bellissima poesia. Al riguardo la inseriro' in un post dedicato e la mettero' pure nell'angolo delle poesie. Complimenti ancora e grazie.
Per Noemi, cara mia ti ringrazio per le tue parole espresse nei riguardi della mia cultura pugliese!!!Condivido il fatto che la poesia di Cosimo sia davvero eccellente ma non capisco che c'entro io con i paragoni da te fatti francamente. Vabbè, incasso anche questa . Grazie comunque. Un saluto.

24/11/06 10:40

 
Anonymous Anonimo said...

A proposito di "cocozza",ho sentito dei detti tipici regionali molto spiritosi:
"'Mbriaco come 'na cocozza"
"La fatiche se chiam cocozz,chiù la penz e chiù non me 'ngozze".
"Capoccia che nun parla se chiama cocozza"...ed ogni riferimento...
Però io non ho mai sentito parlare dell'amaro Cocozza e vorrei proprio sapere qualche informazione in più,mi puoi aiutare?
Aspetto ancora notizie sul tuo amico Marco 3D,quando pensi di darmele? tua Carmen da Erchie

24/11/06 10:57

 
Blogger il Capocomitiva said...

Cara Carmen per quanto riguarda il tremine dialettale "cocozza" ti accontento subito dicendoti che trattasi della famosa ZUCCA!!!
Ecco perchè la capa com na cocozz sta a dire la testa come a una zucca!!!Insomma una testa dura o peggio una testa vuota.
Per quanto concerne invece il mio amico Marco gli ho girato il tuo commento. Che dirti, se son rose fioriranno. Io non posso dare informazioni su nessuno dei miei amici qui per una questione di privacy. Non te la prendere a male. Ma di internet mi fido come di una vecchia macchina:per niente!!!
Ciao a tutti.

24/11/06 18:56

 

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