Il Capocomitiva di Bari

Benvenuti, questo è il mio primo "BLOG". Per quanti di voi che abbiano intenzione di conoscere attualità, cronaca, divertimenti e tradizioni della città di Bari e non solo. Potrete fare due chiacchiere con me lasciando i vostri commenti o consigli in maniera seria ed io saro' felice di rispondervi. Buon divertimento Amici miei. Un saluto da Sergio "Il Capocomitiva". P.s.: Per la realizzazione di questo Blog nessun pugliese è stato maltrattato......

12 gennaio 2011

Ricominciamo.....

Cari amici, è da pochi giorni che è iniziato un nuovo anno ed uno vecchio, ovviamente, si è chiuso; un 2010 lasciato alle spalle con tante situazioni piu' o meno strampalate, amici nuovi e amici che se ne sono andati, avventure passate, gioie e dolori provati sulla pelle di chi vi scrive.
Il 2010 è quindi sicuramente da archiviare come i precedenti anni trascorsi, senza lode e senza infamia...
Come si dice, tiriamo a campare!!!???E allora tiriamo avanti, signori miei.
Il mio blog spero vi abbia dato qualche ulteriore notizia carina o che comunque abbia allietato almeno pochi minuti delle vostre giornate.

Beh, messo alle spalle percio' il vecchio anno, spero per me e per tutti voi, possano arrivare delle belle novità, che la nostra vita sia attraversata da bei successi, che tutti i nostri desideri si possano davvero realizzare, soprattutto per coloro che non sono ancora riusciti a trovare sto benedetto lavoro.....

Il lavoro, eh si, che nervo scoperto ho toccato....piu' vado avanti e piu' vedo attorno a me, tanti e tanti miei coetanei che stanno ancora a spasso, con un buon titolo di studio in tasca e solo un pugno di mosche in mano.....Mannaggia!!!
Ma come caspita bisogna fare???
Emigrare non serve piu', tanto ci sta crisi dappertutto. L'unica soluzione sarebbe, forse, quella di rimescolare le carte sulle normative che danno occupazione nel nostro paese e renderle piu' garantiste nei confronti dei tanti disocccupati alla ricerca di un posto lavorativo o di quei poveri cristi che hanno un contrattino a tempo determinato. Lavoratori flessibili e lavoro flessibile dei miei stivali, tradotto uguale a dire, incertezza e insicurezza per molti, moltissimi giovani e, ahimè, meno giovani....

Cosa ho visto di buono dell'anno appena passato??Mah, forse mi sono rallegrato della nascita dei figli dei miei amici, dei loro sorrisi e delle loro gioie che ho condiviso appieno, nonchè delle smorfie dei miei due nipotini, che crescono felici e spensierati (almeno per ora, facciamoli divertire...).
Piccole cose, amici miei, che mi danno solo tanta e tanta felicità e portano luce, in questo scuro, tetro e sempre troppo serioso periodo di tempo che sta passando davanti agli occhi miei e di chi vuole guardare davvero le cose come stanno.

Ho sorriso, inoltre, per le nuove amicizie che ho potuto fare e per l'allegria che esse mi hanno regalato.

Cosa getterei dalla finestra?Mah, credo l'ipocrisia della gente, la cattiveria che sempre piu' striscia sovrana tra alcuni personaggi, l'ignoranza e la maleducazione di pochi invalidi elementi.

Queste ultime cose, amici miei, non ne vogliono proprio sapere di passare, neanche il tempo è giudice....ci sta poco da fare, purtroppo.

Questa mia Bari cresce, invece, in odore di città sempre piu' mondana, sempre piu' viva e, finalmente, meno provinciale. Arte, cultura, divertimento, stanno crescendo giorno dopo giorno attraverso le varie mostre, fiere, eventi e locali che le hanno promosse.
La gente è cambiata, i baresi si sono resi conto di quanto sia bella la città in cui vivono e stanno cercando piano piano di esaltare le qualità presenti.

Cosa dire infine?Nulla; semplicemente rivolgo a voi tutti, il mio caloroso augurio di un anno nuovo davvero pieno di soddisfazioni e spero, inoltre, di riuscire ad aggiornarvi sempre piu' con altre belle proposte per passare le serate o, semplicemente, consigliare nuovi posti da scoprire.

Buon Anno a voi tutti.

Ci vediamo presto, su questo blog......w Voi!!!I veri protagonisti siete solo Voi!Sergio.

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15 luglio 2009

Un nuovo sito internet locale molto carino

Cari amici e visitatori, mi permetto di segnalare alla vostra spettabilissima attenzione e con molto piacere questo sito: www.eraduepuntozero.org .
Esso, infatti, è nato per mano dell'"Associazione di promozione sociale Era 2.0" per promuovere eventi, siti internet e manifestazioni che riguardano la provincia barese (e non solo).
Ma, ecco, nello specifico cio' che viene riportato dai webmaster di questo sito nella descrizione in home page: """""
L'Associazione di promozione sociale Era 2.0 ti da il benvenuto sul suo portale. Queste pagine web vogliono mostrarti le attività della nostra Associazione, gli eventi e i link che consigliamo in Puglia e, più in generale, in Italia.
Questo sito, però, in piena logica Era 2.0, non vuole essere soltanto una vetrina delle nostre attività. Vogliamo che il portale Associazione di Promozione Sociale Era 2.0 diventi una piazza online, punto per discutere, proporre e realizzare idee semplici ma concrete per diffondere cultura tramite Internet""""".


Insomma, con questo bel sito si possono trovare tante e tante utilissime notizie riguardanti la sfera locale e nazionale!!!
Percio', senza tirarla troppo per le lunghe, essendo questo sito nato quasi con lo stesso scopo del mio blog, non posso che renderlo pubblico anche ai vostri occhi, abituati ormai da anni a seguire le mie micidiali indicazioni di storia, arte, cultura e tradizioni locali!!!!.....
Che dire, buona navigazione e soprattutto tenete d'occhio da oggi in poi questo nuovo punto di riferimento on line!!!Ciaoooo

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11 settembre 2008

La gentilissima "Nonna Ivana" e la sua visita in città!
















Cari amici, oggi ho avuto il piacere (ed aggiungerei l'onore) di avere tra i miei ospiti on line una splendidissima signora bolognese (blogger persino) davvero simpaticissima: Nonna Ivana.
La signora in questione è venuta per turismo a visitare la nostra beneamata Bari e ne è rimsata davvero affascinata.
Consapevole del fatto che non si sarebbe potuta trattenere in città tantissimo, è pero' riuscita a realizzare moltissime belle fotografie del centro storico del capoluogo pugliese.
I luoghi maggiormente apprezzati sono stati sicuramente quelli relativi alla zona murattiana, al porto, alla città vecchia. Particolare risalto è stato dato al "mercato del pesce", situato sul lungomare, poi una bella foto panoramica mostra il porto di Bari, in altre si possono vedere i particolari monumenti che abbelliscono la Basilica dedicata a San Nicola.
Fotografie realizzate quindi "ad arte" dalla pimpante signora. Mi permetto quindi di "rubare" alcune delle immagini scattate da Ivana e di inserirle sul mio blog, affinchè possiate ammirare anche voi la bravura e la passione di questa arzilla signora.
In conclusione, un grandissimo grazie ad Ivana, per la sua visita in città ed un altrettanto doveroso grazie per le immagini che ha messo a disposizione su internet inerenti proprio la città di Bari!!!
Una domanda che giunge dal profondo del cuore: ma Ivana prima di tornare a casa, sarà riuscita a farsi una bella scorta di orecchiette, pesce e formaggi locali, visto che in quel di Bologna le nostre prelibatezze costano care e si trovano con difficoltà!!!!????Mah, speriamo di si'.
Altrimenti alla prossima visita le lascio io un bel cestino gastronomico locale!!!!
Gente, che dire, se potete non dimenticate di visitare il link della nostra cara amica bolognese: http://cucinariodinonnaivana.blogspot.com/2008/09/bari-sapore-di-mare.html#links da dove ho tratto le foto , mi raccomando!!!!Ciao a tutti!!!
Come si dice dalle parti nostre: """Sanda Nicol iè amand de le forastir""" cioè, San Nicola è amante dei forestieri. Verissimo!!!!Viva i bravi turisti!!!!!!

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29 luglio 2008

Villaggio Blog. Come si evolve la società virtuale.

Dal sito della "La Repubblica" riporto questo interessante articolo:

""""Più che un sistema di comunicazione, rivela spazi collettivi in una società che li ha ridottiUn po' circolo, un po' palcoscenico, un po' piazza, un po' sezione di partito.
Villaggio blog, vista sul mondo, le nuove forme di dialogo
(di MARINO NIOLA)
"Dovessi spiegarti che cos'è il mio blog ti direi che è un luogo, riscaldato d'inverno ed areato d'estate, con un indirizzo e una buca delle lettere, finestre per guardarci dentro se passi nei pressi ed una porta aperta per entrare se ti andrà. L'insieme dei blog che leggiamo e di quelli che ci leggono è un villaggio particolarmente salubre fatto di abitanti che si siano scelti fra loro e non paracadutati lì dal caso". Parola di blogger. È evidente che il blog è molto più di un sistema di comunicazione. È un angolo di mondo, avrebbe detto Herder. O una forma di vita, per dirla con Wittgenstein. In entrambi i casi uno spazio di condivisione simbolica caratterizzato dai suoi usi, costumi, sensibilità, abitudini, codici sedimentati - ma prima ancora creati - e da un linguaggio comune. I blog sono a tutti gli effetti le nuove forme di vita prodotte dalla rete, degli autentici angoli di mondo virtuale. Certo che il blog è un luogo di confronto e di scambio di idee, informazioni, pareri, servizi, ma è anche di più, molto di più. Questa forma di diario in rete - il termine è la contrazione di web e di log che significa appunto diario ma anche traccia - sta dando vita a una nuova cartografia sociale. Fatta di punti di aggregazione fondati sulla circolazione delle opinioni. Qualcuno li considera un po' come la versione immateriale dello Speaker's Corner, letteralmente angolo dell'oratore, di Hyde Park a Londra, dove chiunque può montare su una cassetta di legno a mo' di palco e predicare sul mondo in assoluta libertà. Occupando un angolo di spazio pubblico per dire la sua. Quella minuscola cassetta garantisce una sorta di extraterritorialità che consente a ciascuno di dire fino in fondo tutto ciò che pensa. A ben vedere il blog è proprio una occupazione di immaginario pubblico, una sorta di tribuna virtuale. E contribuisce a rivelare la forma dei nuovi spazi collettivi di una società che ha profondamente mutato le sue categorie spaziali e sta passando dalle divisioni alle condivisioni, dai luoghi tradizionali - territori fisici delimitati, confinati, sul modello delle nazioni - agli iperluoghi immateriali che ridisegnano le mappe del presente.
Nuovo luogo della condivisione pubblica in un tempo caratterizzato dalla scomparsa progressiva dello spazio pubblico tradizionale: un po' circolo, un po' palcoscenico, un po' salotto, un po' sezione di partito, un po' piazza, un po' caffè. I diari in rete rappresentano modi diversi di sentirsi comunità. Non più comunità locali, e localistiche, basate sulla prossimità geografica, residenziale, cittadina, ma su forme inedite di appartenenza. Ecco perché il blog non è solo uno strumento del comunicare, ma è una potente metafora del nostro presente in rapida trasformazione e un simbolo anticipatore del nostro futuro. A farne un mito d'oggi è proprio la sua capacità di dirci qualcosa di profondo su noi stessi, di mostrarci con estrema lungimiranza ciò che stiamo per diventare anche se ancora non lo sappiamo con precisione. Nei grandi cambiamenti epocali il mito, la metafora, il simbolo si assumono proprio il compito di lanciare dei ponti verso quelle sponde del reale che ancora non vediamo ma, appunto, intravediamo. Anche se abbiamo già cominciato a viverci dentro istintivamente. In questo senso i comportamenti del popolo dei blog ci aiutano a cogliere quanto stiano di fatto mutando le stesse categorie di identità e di appartenenza: sempre meno materiali, sostanziali, fisse e sempre più fluttuanti, mobili, convenzionali. E come sia cambiata la stessa nozione di luogo di cui viene oggi revocato in questione il fondamento primo, ovvero l'idea di confine naturale, in favore di quella di confine digitale. Il blog anticipa una realtà che non è più quella del paese, della città, del quartiere, della classe d'età, della famiglia, della parrocchia, del circolo. I bloggers si rappresentano come una comunità di persone che si scelgono liberamente e su scala planetaria. E in questa dimensione extraterritoriale intessono un nuovo legame sociale. Comunità senza luogo? Niente affatto. È la vecchia nozione di luogo ad essere inadeguata. E assieme a lei quella apparentemente nuova di non-luogo che della prima non è che la figlia degenere. Perché è fondata su una idea pesante, solida, ottocentesca del luogo e della persona. Un'idea che ha l'immobile solidità del ferro e non la mutevole fluidità dei cristalli liquidi. In realtà a costituire il tessuto spaziale, ieri come oggi, sono sempre le relazioni, mai semplicemente le persone fisiche. E oggi le relazioni sono sempre meno incarnate, sempre meno materializzate, ma non per questo scompaiono. La liquidità della rete è la vera materia sottile della trama sociale contemporanea, e perfino di quella spaziale se è vero che oggi l'iperconnessione è il principio vitale che circola come sangue nel corpo del villaggio globale. I cosiddetti non-luoghi sono in realtà più-che-luoghi, super-luoghi, sono luoghi all'ennesima potenza, acceleratori di contatti, incroci ad alta densità, moltiplicatori di collegamenti tra bande larghe di umanità. È questa la cartografia wi-fi della nuova territorialità, la cosmografia del presente di cui Internet è il dio e Google è il primo motore immobile. Una rivoluzione recente ma che sta già cambiando il vocabolario dell'essere: dal to be al to google e, sopratutto, al to blog. Non a caso bloggare è diventato un verbo. Il terzo ausiliare per chi è in cerca di casa, di lavoro, di visibilità, di posizione insomma. È la terra promessa degli homeless digitali, la nuova frontiera dei migranti interinali in cerca di hot spots, di porte wireless, di ambienti interconnessi. Un nuovo paesaggio fatto di camere con vista sul web. Proprio così una blogger definisce il suo miniappartamento virtuale. O un villaggio di villette monofamiliari dove si lascia sempre aperta la porta di casa perché chi ne ha voglia possa entrare a prendere un caffè. Altro che fine del legame sociale. La blogosfera è la traduzione della mitologia comunitaria nella lingua del web, la declinazione immateriale della società faccia a faccia: la nostalgia del paese a misura d'uomo in un download. Frequentare i blog serve, fra l'altro, a smontare molti dei luoghi comuni sugli effetti nefasti della digitalizzazione della realtà e sull'apocalisse culturale che essa comporterebbe. Fine della lettura, tramonto dell'italiano, declino dello spirito collettivo. In realtà questo sguardo luttuoso sul cambiamento lamenta sempre la scomparsa delle vecchie forme e proprio per questo fa fatica a riconoscere l'intelligenza del presente. A parte quelli specializzati, espressamente attrezzati a luoghi di cultura, palestre di discussione critica, gabinetti di lettura, atelier di scrittura, i blog sono in generale delle officine stilistiche e retoriche in continua attività, dove la capacità di persuasione e l'estetizzazione della comunicazione hanno spesso un ruolo fondamentale. "Qui sul blog è tutta un'altra cosa. Scrivo in modo molto diverso da come scriverei su un diario. Le persone che mi conoscono commentano e dicono la loro, e i pensieri pubblicati sono molto più profondi". Per quanto diversi fra loro, i blogger nascono dal linguaggio e vivono di linguaggio. Un regime democratico, dove ciascuno è opinionista nel libero mercato delle opinioni, senza gerarchie di posizione, senza ruoli, senza il peso dell'autorità. Dove ognuno è quel che scrive, dove tutti hanno pari facoltà d'interlocuzione. È la nuova utopia della libertà e dell'eguaglianza. Compensazione simbolica al malessere attuale della democrazia in carne e ossa. (29 luglio 2008) """"""
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Felicitazioni, felicitazioni.......
Amici miei che musica per le mie orecchie, o meglio, che splendore per i miei occhi leggere un articolo cosi' bello. Un testo che riepiloga certamente bene cio' che sino ad oggi ho provato nel realizzare il mio blog: una nuova forma di comunicazione. Comunicazione a livello globale, scambi di opinioni e di idee, di notizie, discussioni, aggregazione sociale, il tutto in una forma virtuale, ma, pur sempre concreta.
Vedete, sicuramente sino a qualche anno fà, non sapevo neanche cosa fosse un blog, nè tantomeno cosa esso potesse rappresentare. Onestamente, immaginavo che solo magari qualche "sfigato" si divertisse a scrivere su questi "diari virtuali" cose piu' o meno banali, giusto per passare il tempo. Invece mi son dovuto ricredere completamente. Come ho già scritto anche in passato, il "blogger" è certamente qualcuno che ha delle idee da buttare giu', le vuole condividere con gli altri, sentire le loro opinioni al riguardo e magari non ha la possibilità di utilizzare i "canali ordinari" (come la carta stampata, ad esempio).
Il blogger nasce quindi come una nuova figura dei tempi nostri, dell'epoca contemporanea e si innesta, quasi in modo forzato direi, nel circuito della "comunicazione parallela o paracomunicazione".
Sappiamo tutti quanto sia diventato importante interagire nel mondo oggi, grazie alla globalizzazione dei mezzi di comunicazione, grazie appunto alla tecnologia degli strumenti informatici.
Sappiamo, inoltre, quanto possa essere bello lo scrivere le proprie idee senza una benchè minima "censura" dei contenuti. E forse è proprio questa l'arma del blogger, quella di poter comunicare e scrivere cio' che vuole senza il timore di dover, per forza di cose, essere segato a monte. E' chiaro che, cosi' come prevede anche la legge, non si puo' utilizzare pero' il Blog per esprimere opinioni personali contro chicchesia diffamando o calunniando: sarebbe troppo comodo per il responsabile del blog stesso fare una cosa del genere e troppo poco difesa sarebbe la persona additata.
E'altresi' chiaro che il Blog (secondo il mio modesto parere) deve invece diventare un punto di incontro degli interessi piu' o meno comuni delle persone, un salotto dove nascono e muoiono piccole o grandi discussioni, quasi come un bar dove siedono gli amici a sorseggaire il caffè la domenica (ecco quindi che condivido completamente l'idea del giornalista de "la Repubblica")....
Personalmente, ho sempre cercato di dare un orienatemento molto democratico alla mia pagina virtuale, un modo per riunire attorno a questo "Urban Blog" decine e decine di amici, vicini e lontani, parenti, semplici curiosi per condividere un certo mio modo di pensare, per conoscere attualità e tradizioni della mia terra, per imparare nuove ricette gastronomiche, per sapere dove andare a divertirsi nel fine settimana. Tante informazioni (dopo varie ricerche) le ho sempre date io ma, con moltissimo piacere, altrettante ne ricevo, soprattutto ultimamente, da questo o quell'utente che mi vuole far conoscere delle belle novità del suo paese che io magari ignoro.
Che significa questo?Puo' darsi che la "mia" forma di aggregazione virtuale stia iniziando a funzionare, significa pure che tante persone hanno piacere a visitare questo mio blog e partecipano attivamente alle varie discussioni proposte. Un segno tangibile che la società odierna è cambiata, le distanze si sono praticamente azzerate; la gente desidera essere coinvolta in questa grande crescita mentale e culturale, la gente desidera partecipare, essere coinvolta, essere non un numero "x" ma l'utente Tizio o Caio che lascia un suo commento, un suo parere personale, il segno del suo passaggio insomma!
W i blog di tutto il mondo, w il futuro della comunicazione di massa.

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10 luglio 2008

Addio alle armi - Poesia di una barese doc

Dal blog della mia amica Vanessa, riporto la sua bellissima poesia che ha partecipato al concorso dal titolo "Poesie al balcone".
Domenica 13 luglio 2008, dalle ore 20 in poi, chi fosse interessato, puo' andarla a vedere di persona a Giovinazzo (BA) e sentirla dal vivo mentre legge il suddetto poema.

Per maggiori informazioni potete visitare questo link www.vedettamediterraneo.it .

Complimenti ancora, cara Vanessa, per la tua propensione alla poesia ed alla tua bella dialettica, complimenti per essere riuscita in questo tuo piccolo grande traguardo letterario!!! BRAVA!!!

ADDIO ALLE ARMI

Voltati ad Oriente
dove ogni alito di vento respira con calma.
Guarda ad Occidente
dove le tempeste non hanno fine.
Scruta l'orizzonte
dove tutto scompare.
Ed ora
volta i tuoi occhi al più perfido Inferno
dove la passione ti rende schiavo.
Affonda i denti nelle mie carni,
rendi la mia anima un puzzle di ricordi
e quando avrai saziato la tua fame
ricomponi il quadro di più vividi colori.
Poesia by: Vanessa B.

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