Il Capocomitiva di Bari

Benvenuti, questo è il mio primo "BLOG". Per quanti di voi che abbiano intenzione di conoscere attualità, cronaca, divertimenti e tradizioni della città di Bari e non solo. Potrete fare due chiacchiere con me lasciando i vostri commenti o consigli in maniera seria ed io saro' felice di rispondervi. Buon divertimento Amici miei. Un saluto da Sergio "Il Capocomitiva". P.s.: Per la realizzazione di questo Blog nessun pugliese è stato maltrattato......

21 marzo 2008

Se avete un po' di sale in testa, metteteci sopra il casco!!!!

Dal sito della Gazzetta del Mezzogiorno riporto:

""""Al Sud non usano il casco"""""
Lo ha rilevato il Sistema Ulisse, il monitoraggio nazionale sull'uso dei dispositivi di sicurezza, effettuato nel 2007. Virtuose eccezione Matera col 97,3% dei motociclisti che l'indossa abitualmente
ROMA - Nel Centro-Nord quasi tutti usano il casco. Al Sud invece sono in pochi ad indossarlo: anzi in alcune zone del Mezzogiorno la percentuale è pari a zero. Lo ha rilevato il Sistema Ulisse, il monitoraggio nazionale sull'uso dei dispositivi di sicurezza, effettuato nel 2007, sull'uso dei dispositivi di sicurezza presentato oggi a Roma, promosso dal ministero dei Trasporti e coordinato dall'Istituto superiore di Sanità. Sull'uso o meno del casco da parte degli italiani, l'Italia si divide prevalentemente in due e le differenze tra le due Italie sono marcate: uso generalizzato al Nord e al Centro con valori compresi fra il 97% e il 100%, a fronte di alcune province del Sud dove la percentuale dei motociclisti che lo indossano scende (con le virtuose eccezioni di Matera col 97,3% e di Cagliari col 95%) per arrivare, specialmente in città di piccole dimensioni, a valori prossimi allo 0%.21/3/2008""""""
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Ebbene ragazzi miei, ben ritrovati a tutti voi. So che il mio blog viene letto da una schiera di persone con un range di età molto vasto. E'per questo che approfitto dell'occasione per scrivere due righe a proposito di questo problema serio, reale, concreto, che affligge davvero l'Italia ed il meridione in particolare: l'utilizzo del casco sulle moto.
Parto dal presupposto che non voglio fare moralismi del cavolo scrivendo queste cose. Dico che sono onestamente stanco, inc....., arrabbiato con una certa mentalità di molti giovani del sud, i quali vedono questo oggetto ovale e duro come una condanna da portare. Vedete, ho avuto il (dis)piacere di parlare molto spesso con tanti ragazzi dai 16 ai 23/24 anni che, in giro sul motorino, imperversano sulle nostre strade senza portare alcuna protezione fisica per le loro beneamate testoline. Alla domanda """""Scusa ma tu il casco perchè non lo porti???"""""", la risposta, la piu' brutta e distruggente che abbia mai potuto sentire è stata """"""Perchè se no mi si rovina la piega dei capelli!Mica poi posso starmeli ad aggiustare, vado di fretta, io!!!!!"""""". Allora quando mi sento dare certe risposte davvero senza senso e drammatiche nella loro pochezza penso e ripenso a quando avevo circa 14 anni, la loro età insomma. Avevo tantissimi amici con cui giocavo alla villa di San Giorgio, nei pressi di Torre a Mare. Un brutto giorno ci chiamarono i nostri genitori e ci avvisarono di una sciagura appena avvenuta. Uno dei ragazzini un po' piu' grandiecelli del nostro viale aveva avuto un bruttissimo incidente sulla sua moto ed era morto. Un ragazzino di appena 16 anni, in sella al suo motociclo sportivo. Il mio amico Giuseppe dopo un "cappottamento" del mezzo aveva battuto la testa sulla strada asfaltata, era rimasto li' per terra, senza casco. Non potete immaginare lo strazio mio, dei miei amici, dei miei e dei sui genitori per quella giovane ed improvvisa perdita, non potete capire il dolore che ho provato quel giorno ed in quelli successivi.

Che cosa voglio dire. Il casco è un elemento della sicurezza di base per chi viaggia sui due ruote, lo uso pure io quando vado semplicemente sulla bicicletta. Purtroppo non si puo' mai sapere cosa possa succedere sulle strade nostrane. Si puo' essere la persona piu' brava di tutte alla guida, ma non si puo' mai prevedere un ostacolo, soprattutto se improvviso. In auto si è già piu' protetti perchè, lo sapete benissimo, con tutti gli accorgimenti di sicurezza (cinture, airbags, abs, etc) le cose sembra stiano funzionando meglio. Ma sulle moto, sulla bicicletta, sul motorino non si puo' fare lo stesso discorso. Non si puo' dire che per non sgualcire i capelli si preferisce evitare di indossare il casco o peggio, lo si porta con se' sotto il braccio.....

A cosa serve???Serve a salvarvi la vita ragazzi. O, per lo meno, a evitare traumi davvero gravi. La moda vi dice che dovete avere l'ultimo telefonino uscito sul mercato, la moda vi indica quale giaccone comperare, la moda vi dice quale jeans utilizzare, la moda vi vuole freschi e leggeri come petali di rose. Ma nessuno vi ricorda invece che la moda non è tutto. Esiste la Legge, il Codice della Strada e, se non lo sapete, vi è l'OBBLIGO all'uso del casco sui motori. E stupidi voi che non ottemperate. Stupidi perchè meritate di essere chiamati cosi' quando ve ne fregate dei consigli che vi vengono dati dagli "adulti", ancora piu' stupidi sono i vostri genitori che vi fanno uscire di casa senza dirvi nulla, stupidi sono i vostri amici che vi sbeffeggiano se "vi siete azzardati" a mettere la citata protezione in testa.
Per quanto tempo volete continuare a essere considerati degli inetti?Per carità la vita è la vostra e potete fare quello che volete. Pero' poi, quando malauguratamente accadono degli incidenti (e spero il meno possibile) o semplicemente vi fermano le Forze dell'Ordine e vi fanno un bel verbale di contravvenzione (e relativo sequestro del mezzo), non vi lamentate nè con loro, nè con altri. La colpa è solo la vostra. Gli errori si pagano, la vita è unica e irripetibile, non lasciatevela sfuggire come niente.
Pensateci bene la prossima volta che salirete sul vostro dueruote, allacciatevi il casco e vi divertirete!
Immagini by: http://www.cinqueanelli.com

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26 ottobre 2007

Grande contrordine sulla Legge Ammazza-Blog. TUTTO ANNULLATO!!!

Dal sito : www.ansa.it riporto qui di seguito un articolo datato 24.10.2007:
""""LEVI PROPONE DDL, BLOG ESCLUSI DALL'ISCRIZIONE AL REGISTRO
di Elisabetta Stefanelli, ROMA -

Libera concorrenza e pluralismo, ma in un settore che deve puntare all'innovazione, e prima modifica con un comma aggiuntivo che esclude i blog dall'obbligo di registrazione al Roc, il registro degli operatori della comunicazione. Il disegno di legge di riforma del settore editoriale �� stato presentato oggi dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'editoria Ricardo Franco Levi alla Commissione Cultura della Camera. "Nella consapevolezza - ha spiegato Levi - che in questo settore la libera concorrenza non corrisponde in toto ai canoni perch�� qui �� qualcosa di pi��". A vigilare saranno due autorit��, quella per le garanzie nelle comunicazioni e l'antitrust che "per operare devono conoscere il mercato e gli operatori attraverso il Roc". E qui Levi introduce subito la prima novit�� rispetto al testo approvato dal Consiglio dei ministri, dopo la polemica, aperta dal blog di Beppe Grillo, e seguita da molti ministri, tra cui quello delle Comunicazioni Paolo Gentiloni che ha chiesto di correggere l'errore. "Vi propongo - ha detto - di prendere in considerazione un comma aggiuntivo", che esclude i blog. "Sono esclusi dall'obbligo di iscrizione al Roc - recita il comma aggiuntivo all'art. 7 - i soggetti che accedono ad internet o operano su internet in forme o con prodotti, come i siti personali o ad uso collettivo che non costituiscono un'organizzazione imprenditoriale del lavoro". Altro capitolo importante �� quello del finanziamento diretto: "per le categorie come le cooperative e le testate di partito - ha spiegato Levi - ritengo che siano motivazioni valide per un intervento pubblico". Ma il contributo "deve avvenire nelle forme pi�� corrette e con criteri pi�� severi". Quindi sostegno solo alle vere cooperative e ai giornali che rappresentano gruppi parlamentari: "Non vogliamo spegnere voci ed attentare al pluralismo", ha sottolineato Levi. Per questo le testate che non rientreranno nelle norme avranno 12 mesi di contributi ulteriori per adeguarsi. L'altro sostegno forte anche se indiretto, i contributi per gli abbonamenti postali, sono "figli della vecchia stagione di monopolio delle Poste Italiane". Qui, d'accordo con l'Ue, "�� stato immaginato un sistema diverso: offriamo lo strumento del credito d'imposta, quale che sia l'operatore che scelgono gli editori", cos�� da favorire anche altri operatori come ha chiesto l'Antitrust, ma anche per "ridurre l'aiuto ai grandi e darlo ai piccoli". Tutto avverr�� in modo graduale verso l'obiettivo del 2011. C'�� poi il capitolo dell'estensione del credito d'imposta per l'innovazione che "avr�� le stesse modalit�� dagli altri settori industriali". Quanto al credito d'imposta per Levi "il come intervenire s'inquadra in un insieme che ha un tassello importante nella ripresa delle relazioni industriali". Aleggia infatti sul settore un'aria di crisi: "se la crisi che tocca molte realt�� editoriali si estender�� - ha detto Levi - ci vorranno forme pi�� ampie di intervento del previsto rifinanziamento di 5 milioni di euro del fondo per la mobilit��". Il ddl introduce poi anche una regolamentazione sul prezzo dei libri "che ribadisce la prassi operante sul mercato contro cui per�� i librai si sono ferocemente schierati, perch�� vogliono il prezzo fisso del libro". "Questo che vi sottopongo �� un ddl aperto ai miglioramenti e mi auguro che ce ne siano, soprattutto nel campo della promozione dell'innovazione", ha detto Levi chiudendo l'audizione in Commissione Cultura alla Camera. "L'incentivazione del passaggio alle nuove tecnologie - ha poi aggiunto -, anche se difficile perch�� i fondi sono scarsissimi, �� il tema vero, cos�� come quello della promozione della lettura". Ha spiegato che �� "un testo fatto in buona coscienza, ascoltando tutti e con spirito non di parte, come �� nella tradizione di questa commissione Cultura, e che trascende steccati e schieramenti contrapposti". I commenti soprattutto al comma che esclude i blog, e che invece Giuseppe Giulietti, deputato dell'Unione, chiede di cancellare completamente per evitare ambiguit��". Per il Verde Roberto Poletti "la scelta annunciata da Levi �� una buona notizia", ma aggiunge: "Vigileremo affinch�� questi propositi siano portati a termine". "La mobilitazione del popolo della rete d�� buoni frutti", dice Sergio Bellucci di Rifondazione comunista, secondo il quale "bisogna in ogni modo evitare nella legge di riforma non solo qualsiasi bavaglio, ma anche ogni margine di ambiguit��". Mario Adinolfi, gi�� candidato del mondo dei blog italiani alle primarie del Pd, formula il suo "apprezzamento" non privo di preoccupazione: "Come Generazione U (come 'inversione ad U', ndr.) siamo soddisfatti per la correzione di rotta che abbiamo invocato. Certo, continuiamo a ritenere che sarebbe stato meglio abolire l'articolo 7"""""".
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Buongiorno a tutti cari amici e visitatori. Ma guarda un po'!!!????C'e' stata una leggerissima polemica forse sui blog e la loro registrazione????Mi sa proprio che si �� trattata di una vera e propria rivolta dei bloggers e degli internauti di tutta Italia se la proposta citata �� stata modificata in tal senso finalmente.

Pazzesco cosa possa succedere nel nostro Paese. Ma dico io, prima di fare una proposta di legge, sarebbe opportuno pensarci su' diecimila volte, leggerla, rileggerla, correggerla e poi magari farla partire. Non �� stata forse tutta questa storia una bella perdita di tempo???Non ne �� uscita fuori un Italia abbastanza ridicola anche davanti all'opinione pubblica internazionale????

Io penso proprio di si. """"Errare humanum est, perseverare autem diabolicum""" dicevano gli antichi ed io mi accodo a questa massima molto volentieri.

Ragazzi, ma vi rendete conto che cosa significava se fosse andata avanti una proposta del genere con tutti i suoi annessi e connessi???Beh, ve lo dico io e lo ripeto, una vera catastrofe sul piano della cultura e della comunicazione di massa.

Per fortuna che il buon legislatore ha avuto il senno di poi e ha aggiustato tutto. Davvero per fortuna. Ogni tanto si accendono le lampadine craniche anche ai sommi diplomatici.

Scampato pericolo insomma amici miei.

Questo significa che il Vs Capocomitiva per ora non vi abbandoner�� e continuer�� a parlare di novità, tradizioni, ricette e attualità della vostra nobile e antica terra di Bari.

Un grande saluto a tutti voi!!!

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20 ottobre 2007

Blog e libertà di parola in pericolo????....

"""""Tasse in vista per siti e blog
Polemica per nuova legge editoria
Tassare anche internet:
l'articolo 7 del disegno di legge sull'editoria prevede infatti l'iscrizione obbligatoria al Roc, il registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale su internet. E il popolo della Rete si ribella. Portavoce delle proteste, manco a dirlo, Beppe Grillo.
Il noto blogger e animatore del Vaffa day ha nel mirino il ddl del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Ricardo Franco Levi che riordina il settore dell'editoria. Ma non c'è solo Beppe Grillo. Già una parte della maggioranza (Verdi, Di Pietro e comunisti in testa) che chiede emendamenti al provvedimento che mercoledì inizierà il suo iter alla Commissione Cultura della Camera, proprio con un'audizione di Levi. Grillo sostiene che il testo è stato scritto ''per tappare la bocca a Internet'' e a suo avviso se dovesse passare chiuderebbe il 99% dei siti. Non il suo: ''Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia. Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico''.
Gli risponde con una lettera lo stesso Levi, spiegando che con il provvedimento ''non intendiamo in alcun modo né tappare la bocca a Internet né provocare la fine della Rete. Non ne abbiamo il potere e, soprattutto, non ne abbiamo l'intenzione. Ciò che ci proponiamo è semplicemente di promuovere la riforma di un settore, quello, per l'appunto, dell'editoria, a sostegno del quale lo Stato spende somme importanti, che è regolato da norme che si sono succedute in modo disordinato nel corso degli anni e che corrispondono ormai con grande fatica ad una realta' profondamente cambiata sotto la spinta delle innovazioni della tecnologia''.
E aggiunge: ''Siamo consapevoli che, soprattutto quando si tratta di internet, di siti, di blog, la distinzione tra l'operatore professionale e il privato può essere sottile e non facile da definire". Già, e allora a chi spetterà decidere?. La risposta di Levi: "Nella legge affidiamo all'Autorità Garante per le Comunicazioni il compito di vigilare sul mercato e di stabilire i criteri per individuare i soggetti e le imprese tenuti ad iscriversi al Registro degli Operatori''. Ma anche la stessa Agcom esprime perplessità il commissario Nicola D'Angelo, che invita a ''contemperare le esigenze di garanzia con la libera apertura della rete''. Altrimenti, conclude, ''finirà che i blog si faranno dall'estero''"""""".
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La notizia riportata dai mass-media di tutta Italia è di ieri e si sta diffondendo in internet alla velocità della luce.
Già il mio buon amico Vito in un commento dell'altro giorno me lo aveva anticipato ma, francamente, non avevo capito nulla.
Poi tra ieri e oggi è scoppiato il putiferio. Giornali, tv, radio, hanno ribattutto in grancassa questa nuova proposta di legge che, se approvata, darà sicuramente tantissimo filo da torcere al popolo degli internauti e dei bloggers.
In poche parole chiunque scrive qualcosa su internet è assimilabile ad un editorialista e, per questo, dovrebbe essere iscritto in un apposito registro, pagare i corrispettivi per il suo sito e produrre una miriade di documenti. Ma, attenzione, cosi' come scritto nell'articolo precedentemente inserito, ci sarà una distinzione tra pubblico e privato, tra utente professionista e un semplice appassionato del settore.
E come diavolo faranno a riconoscerli in questa grande marmellata che è internet????La domanda nasce spontanea, la risposta che posso dare è: BOOOOOOOOOOHHHHHHHHH!!!!!
Capisco e l'ho sempre ribadito che il blog è un diario on line, una fonte di sfogo e di creatività per tante persone che, come me, ogni tanto si cimentano a scrivere qualche cosina piu' o meno intelligente su internet.
Capisco inoltre che è necessario prendere dei provvedimenti per tutelare l'immagine di coloro che per sfizio potrebbero essere citati in un commento in maniera inopportuna.
Capisco, infine, lo Stato che magari vuole cercare di tenere un po' a freno le lingue di idioti e scalmanati che offendono, sparlano, sbeffeggiano e denigrano questo o quel politico in maniera assai gratuita e discutibile.
Ma, signori miei, queste cose sono molto semplici da affrontare.
Esistono i Tribunali. Chiunque venga offeso, diffamato, calunniato pubblicamente ha il diritto di difendersi nelle sedi opportune, rivalendosi nei confronti dei webmasters e autori colpevoli.
Ma non si puo' fare di tutt'un erba un fascio!
Esistono blog che trattano argomenti bellissimi come poesie, arte, letteratura, cinema, canzoni e che, per queste cose, non prendono assolutamente una lira, anzi un euro!
Esistono blog, come il mio, dedicati alla loro amata città, al loro paese, alla loro regione, alle tradizioni, o semplicemente dei blog personali che parlano di questo o quel cristiano o della sua vita. Anche in questo caso essi percepiscono una lira!!!!
Che male possono fare alla società i suddetti blog???Spiegatemelo perchè sono un grande ignorante e non mi stanchero' mai di ripeterlo.
Qualcuno ha osato dire (e sono parole durissime) che questa legge (se dovesse andare in porto) sia una maschera per nascondere quello che avveniva durante l'epoca fascista: la censura!!!!
Quante persone, bloggers in particolare, si sentirebbero di pagare un'imposta su una loro creazione, sulle loro frasi dette, sulle loro poesie, sulla loro vita o quella della loro città???Quanti ragazzi, disoccupati, che non hanno la possibilità di accollarsi neanche i soldi per una pizza e birra si sentirebbero di sborsare altri danari per il loro blog????
Francamente io credo che pochissime persone lo farebbero.
Ecco, dunque, molti blog se non tutti, sparirebbero subito dalla circolazione.
I BLOG NON SONO GIORNALI, I BLOGGERS NON SONO GIORNALISTI, I BLOG SONO CREAZIONI, PENSIERI, PAROLE, DISEGNI E COLORI, MESSI A DISPOSIZIONE DAGLI STESSI AUTORI SENZA NESSUNISSIMA FINE DI LUCRO.
Che cosa c'entra l'editoria con tutto cio'??Cosa diavolo c'entra la comunicazione professionale???
Dove sono i guadagni???Al massimo, al contrario, per mantenere vivo un blog, per alimentarlo come il fuoco sui carboni, bisogna stargli dietro spesso e volentieri, perdendo tempo e vista....
Bisogna inventare nuove argomenatzioni, trovare notizie e commentarle insieme agli amici, bisogna scrivere storie che possano attirare l'attenzione dei visitatori, bisogna soprattutto aprire il proprio cuore.
Onestamente, spero che possano rivedere bene questa proposta di legge molto discutibile.
Personalmente, non mi sento di versare una sola lira per miei pensieri detti ad altri e soprattutto per scambiare pareri con i miei amici visitatori.
Mi dispiace, ma questa volta mi sembra che si sia toccato davvero il fondo....
Immagine by: www.megghy.com

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