Il Capocomitiva di Bari

Benvenuti, questo è il mio primo "BLOG". Per quanti di voi che abbiano intenzione di conoscere attualità, cronaca, divertimenti e tradizioni della città di Bari e non solo. Potrete fare due chiacchiere con me lasciando i vostri commenti o consigli in maniera seria ed io saro' felice di rispondervi. Buon divertimento Amici miei. Un saluto da Sergio "Il Capocomitiva". P.s.: Per la realizzazione di questo Blog nessun pugliese è stato maltrattato......

26 ottobre 2007

Grande contrordine sulla Legge Ammazza-Blog. TUTTO ANNULLATO!!!

Dal sito : www.ansa.it riporto qui di seguito un articolo datato 24.10.2007:
""""LEVI PROPONE DDL, BLOG ESCLUSI DALL'ISCRIZIONE AL REGISTRO
di Elisabetta Stefanelli, ROMA -

Libera concorrenza e pluralismo, ma in un settore che deve puntare all'innovazione, e prima modifica con un comma aggiuntivo che esclude i blog dall'obbligo di registrazione al Roc, il registro degli operatori della comunicazione. Il disegno di legge di riforma del settore editoriale �� stato presentato oggi dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'editoria Ricardo Franco Levi alla Commissione Cultura della Camera. "Nella consapevolezza - ha spiegato Levi - che in questo settore la libera concorrenza non corrisponde in toto ai canoni perch�� qui �� qualcosa di pi��". A vigilare saranno due autorit��, quella per le garanzie nelle comunicazioni e l'antitrust che "per operare devono conoscere il mercato e gli operatori attraverso il Roc". E qui Levi introduce subito la prima novit�� rispetto al testo approvato dal Consiglio dei ministri, dopo la polemica, aperta dal blog di Beppe Grillo, e seguita da molti ministri, tra cui quello delle Comunicazioni Paolo Gentiloni che ha chiesto di correggere l'errore. "Vi propongo - ha detto - di prendere in considerazione un comma aggiuntivo", che esclude i blog. "Sono esclusi dall'obbligo di iscrizione al Roc - recita il comma aggiuntivo all'art. 7 - i soggetti che accedono ad internet o operano su internet in forme o con prodotti, come i siti personali o ad uso collettivo che non costituiscono un'organizzazione imprenditoriale del lavoro". Altro capitolo importante �� quello del finanziamento diretto: "per le categorie come le cooperative e le testate di partito - ha spiegato Levi - ritengo che siano motivazioni valide per un intervento pubblico". Ma il contributo "deve avvenire nelle forme pi�� corrette e con criteri pi�� severi". Quindi sostegno solo alle vere cooperative e ai giornali che rappresentano gruppi parlamentari: "Non vogliamo spegnere voci ed attentare al pluralismo", ha sottolineato Levi. Per questo le testate che non rientreranno nelle norme avranno 12 mesi di contributi ulteriori per adeguarsi. L'altro sostegno forte anche se indiretto, i contributi per gli abbonamenti postali, sono "figli della vecchia stagione di monopolio delle Poste Italiane". Qui, d'accordo con l'Ue, "�� stato immaginato un sistema diverso: offriamo lo strumento del credito d'imposta, quale che sia l'operatore che scelgono gli editori", cos�� da favorire anche altri operatori come ha chiesto l'Antitrust, ma anche per "ridurre l'aiuto ai grandi e darlo ai piccoli". Tutto avverr�� in modo graduale verso l'obiettivo del 2011. C'�� poi il capitolo dell'estensione del credito d'imposta per l'innovazione che "avr�� le stesse modalit�� dagli altri settori industriali". Quanto al credito d'imposta per Levi "il come intervenire s'inquadra in un insieme che ha un tassello importante nella ripresa delle relazioni industriali". Aleggia infatti sul settore un'aria di crisi: "se la crisi che tocca molte realt�� editoriali si estender�� - ha detto Levi - ci vorranno forme pi�� ampie di intervento del previsto rifinanziamento di 5 milioni di euro del fondo per la mobilit��". Il ddl introduce poi anche una regolamentazione sul prezzo dei libri "che ribadisce la prassi operante sul mercato contro cui per�� i librai si sono ferocemente schierati, perch�� vogliono il prezzo fisso del libro". "Questo che vi sottopongo �� un ddl aperto ai miglioramenti e mi auguro che ce ne siano, soprattutto nel campo della promozione dell'innovazione", ha detto Levi chiudendo l'audizione in Commissione Cultura alla Camera. "L'incentivazione del passaggio alle nuove tecnologie - ha poi aggiunto -, anche se difficile perch�� i fondi sono scarsissimi, �� il tema vero, cos�� come quello della promozione della lettura". Ha spiegato che �� "un testo fatto in buona coscienza, ascoltando tutti e con spirito non di parte, come �� nella tradizione di questa commissione Cultura, e che trascende steccati e schieramenti contrapposti". I commenti soprattutto al comma che esclude i blog, e che invece Giuseppe Giulietti, deputato dell'Unione, chiede di cancellare completamente per evitare ambiguit��". Per il Verde Roberto Poletti "la scelta annunciata da Levi �� una buona notizia", ma aggiunge: "Vigileremo affinch�� questi propositi siano portati a termine". "La mobilitazione del popolo della rete d�� buoni frutti", dice Sergio Bellucci di Rifondazione comunista, secondo il quale "bisogna in ogni modo evitare nella legge di riforma non solo qualsiasi bavaglio, ma anche ogni margine di ambiguit��". Mario Adinolfi, gi�� candidato del mondo dei blog italiani alle primarie del Pd, formula il suo "apprezzamento" non privo di preoccupazione: "Come Generazione U (come 'inversione ad U', ndr.) siamo soddisfatti per la correzione di rotta che abbiamo invocato. Certo, continuiamo a ritenere che sarebbe stato meglio abolire l'articolo 7"""""".
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Buongiorno a tutti cari amici e visitatori. Ma guarda un po'!!!????C'e' stata una leggerissima polemica forse sui blog e la loro registrazione????Mi sa proprio che si �� trattata di una vera e propria rivolta dei bloggers e degli internauti di tutta Italia se la proposta citata �� stata modificata in tal senso finalmente.

Pazzesco cosa possa succedere nel nostro Paese. Ma dico io, prima di fare una proposta di legge, sarebbe opportuno pensarci su' diecimila volte, leggerla, rileggerla, correggerla e poi magari farla partire. Non �� stata forse tutta questa storia una bella perdita di tempo???Non ne �� uscita fuori un Italia abbastanza ridicola anche davanti all'opinione pubblica internazionale????

Io penso proprio di si. """"Errare humanum est, perseverare autem diabolicum""" dicevano gli antichi ed io mi accodo a questa massima molto volentieri.

Ragazzi, ma vi rendete conto che cosa significava se fosse andata avanti una proposta del genere con tutti i suoi annessi e connessi???Beh, ve lo dico io e lo ripeto, una vera catastrofe sul piano della cultura e della comunicazione di massa.

Per fortuna che il buon legislatore ha avuto il senno di poi e ha aggiustato tutto. Davvero per fortuna. Ogni tanto si accendono le lampadine craniche anche ai sommi diplomatici.

Scampato pericolo insomma amici miei.

Questo significa che il Vs Capocomitiva per ora non vi abbandoner�� e continuer�� a parlare di novità, tradizioni, ricette e attualità della vostra nobile e antica terra di Bari.

Un grande saluto a tutti voi!!!

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20 ottobre 2007

Blog e libertà di parola in pericolo????....

"""""Tasse in vista per siti e blog
Polemica per nuova legge editoria
Tassare anche internet:
l'articolo 7 del disegno di legge sull'editoria prevede infatti l'iscrizione obbligatoria al Roc, il registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale su internet. E il popolo della Rete si ribella. Portavoce delle proteste, manco a dirlo, Beppe Grillo.
Il noto blogger e animatore del Vaffa day ha nel mirino il ddl del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Ricardo Franco Levi che riordina il settore dell'editoria. Ma non c'è solo Beppe Grillo. Già una parte della maggioranza (Verdi, Di Pietro e comunisti in testa) che chiede emendamenti al provvedimento che mercoledì inizierà il suo iter alla Commissione Cultura della Camera, proprio con un'audizione di Levi. Grillo sostiene che il testo è stato scritto ''per tappare la bocca a Internet'' e a suo avviso se dovesse passare chiuderebbe il 99% dei siti. Non il suo: ''Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia. Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico''.
Gli risponde con una lettera lo stesso Levi, spiegando che con il provvedimento ''non intendiamo in alcun modo né tappare la bocca a Internet né provocare la fine della Rete. Non ne abbiamo il potere e, soprattutto, non ne abbiamo l'intenzione. Ciò che ci proponiamo è semplicemente di promuovere la riforma di un settore, quello, per l'appunto, dell'editoria, a sostegno del quale lo Stato spende somme importanti, che è regolato da norme che si sono succedute in modo disordinato nel corso degli anni e che corrispondono ormai con grande fatica ad una realta' profondamente cambiata sotto la spinta delle innovazioni della tecnologia''.
E aggiunge: ''Siamo consapevoli che, soprattutto quando si tratta di internet, di siti, di blog, la distinzione tra l'operatore professionale e il privato può essere sottile e non facile da definire". Già, e allora a chi spetterà decidere?. La risposta di Levi: "Nella legge affidiamo all'Autorità Garante per le Comunicazioni il compito di vigilare sul mercato e di stabilire i criteri per individuare i soggetti e le imprese tenuti ad iscriversi al Registro degli Operatori''. Ma anche la stessa Agcom esprime perplessità il commissario Nicola D'Angelo, che invita a ''contemperare le esigenze di garanzia con la libera apertura della rete''. Altrimenti, conclude, ''finirà che i blog si faranno dall'estero''"""""".
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La notizia riportata dai mass-media di tutta Italia è di ieri e si sta diffondendo in internet alla velocità della luce.
Già il mio buon amico Vito in un commento dell'altro giorno me lo aveva anticipato ma, francamente, non avevo capito nulla.
Poi tra ieri e oggi è scoppiato il putiferio. Giornali, tv, radio, hanno ribattutto in grancassa questa nuova proposta di legge che, se approvata, darà sicuramente tantissimo filo da torcere al popolo degli internauti e dei bloggers.
In poche parole chiunque scrive qualcosa su internet è assimilabile ad un editorialista e, per questo, dovrebbe essere iscritto in un apposito registro, pagare i corrispettivi per il suo sito e produrre una miriade di documenti. Ma, attenzione, cosi' come scritto nell'articolo precedentemente inserito, ci sarà una distinzione tra pubblico e privato, tra utente professionista e un semplice appassionato del settore.
E come diavolo faranno a riconoscerli in questa grande marmellata che è internet????La domanda nasce spontanea, la risposta che posso dare è: BOOOOOOOOOOHHHHHHHHH!!!!!
Capisco e l'ho sempre ribadito che il blog è un diario on line, una fonte di sfogo e di creatività per tante persone che, come me, ogni tanto si cimentano a scrivere qualche cosina piu' o meno intelligente su internet.
Capisco inoltre che è necessario prendere dei provvedimenti per tutelare l'immagine di coloro che per sfizio potrebbero essere citati in un commento in maniera inopportuna.
Capisco, infine, lo Stato che magari vuole cercare di tenere un po' a freno le lingue di idioti e scalmanati che offendono, sparlano, sbeffeggiano e denigrano questo o quel politico in maniera assai gratuita e discutibile.
Ma, signori miei, queste cose sono molto semplici da affrontare.
Esistono i Tribunali. Chiunque venga offeso, diffamato, calunniato pubblicamente ha il diritto di difendersi nelle sedi opportune, rivalendosi nei confronti dei webmasters e autori colpevoli.
Ma non si puo' fare di tutt'un erba un fascio!
Esistono blog che trattano argomenti bellissimi come poesie, arte, letteratura, cinema, canzoni e che, per queste cose, non prendono assolutamente una lira, anzi un euro!
Esistono blog, come il mio, dedicati alla loro amata città, al loro paese, alla loro regione, alle tradizioni, o semplicemente dei blog personali che parlano di questo o quel cristiano o della sua vita. Anche in questo caso essi percepiscono una lira!!!!
Che male possono fare alla società i suddetti blog???Spiegatemelo perchè sono un grande ignorante e non mi stanchero' mai di ripeterlo.
Qualcuno ha osato dire (e sono parole durissime) che questa legge (se dovesse andare in porto) sia una maschera per nascondere quello che avveniva durante l'epoca fascista: la censura!!!!
Quante persone, bloggers in particolare, si sentirebbero di pagare un'imposta su una loro creazione, sulle loro frasi dette, sulle loro poesie, sulla loro vita o quella della loro città???Quanti ragazzi, disoccupati, che non hanno la possibilità di accollarsi neanche i soldi per una pizza e birra si sentirebbero di sborsare altri danari per il loro blog????
Francamente io credo che pochissime persone lo farebbero.
Ecco, dunque, molti blog se non tutti, sparirebbero subito dalla circolazione.
I BLOG NON SONO GIORNALI, I BLOGGERS NON SONO GIORNALISTI, I BLOG SONO CREAZIONI, PENSIERI, PAROLE, DISEGNI E COLORI, MESSI A DISPOSIZIONE DAGLI STESSI AUTORI SENZA NESSUNISSIMA FINE DI LUCRO.
Che cosa c'entra l'editoria con tutto cio'??Cosa diavolo c'entra la comunicazione professionale???
Dove sono i guadagni???Al massimo, al contrario, per mantenere vivo un blog, per alimentarlo come il fuoco sui carboni, bisogna stargli dietro spesso e volentieri, perdendo tempo e vista....
Bisogna inventare nuove argomenatzioni, trovare notizie e commentarle insieme agli amici, bisogna scrivere storie che possano attirare l'attenzione dei visitatori, bisogna soprattutto aprire il proprio cuore.
Onestamente, spero che possano rivedere bene questa proposta di legge molto discutibile.
Personalmente, non mi sento di versare una sola lira per miei pensieri detti ad altri e soprattutto per scambiare pareri con i miei amici visitatori.
Mi dispiace, ma questa volta mi sembra che si sia toccato davvero il fondo....
Immagine by: www.megghy.com

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