Il Capocomitiva di Bari

Benvenuti, questo è il mio primo "BLOG". Per quanti di voi che abbiano intenzione di conoscere attualità, cronaca, divertimenti e tradizioni della città di Bari e non solo. Potrete fare due chiacchiere con me lasciando i vostri commenti o consigli in maniera seria ed io saro' felice di rispondervi. Buon divertimento Amici miei. Un saluto da Sergio "Il Capocomitiva". P.s.: Per la realizzazione di questo Blog nessun pugliese è stato maltrattato......

05 ottobre 2008

22^Sagra delle Olive - Sannicandro di Bari, 10-11-12 ottobre 2008

Continuo a segnalarvi amici miei alcune tra le Sagre piu' importanti presenti in provincia di Bari in questo periodo. Al riguardo, reputo necessario indicarvi che nel Comune di Sannicandro di Bari, nei giorni 10, 11 e 12 ottobre 2008, si svolge la 22^Edizione della Sagra delle Olive. Un evento molto importante che ogni anno attira tantissimi curiosi e visitatori di tutta la provincia. Quest'anno, a differenza dei precedenti, a causa di alcuni lavori di restauro nella zona del locale castello, la Sagra si svolge presso i giardini pubblici della Piazza Ing. Andriola.
Alla citata manifestazione vengono offerti prodotti tipici locali: olive dolci, dell'ottimo pane, focaccia, vino di annata, pomodori secchi conservati in olio di oliva, frutta locale di stagione, olive in salamoia e olio extra vergine di oliva (di ottima qualità). Inoltre vengono oranizzate mostre di pittura, visite guidate al castello Normanno-Svevo, mostra mercato di piante coltivate in vivaio, esposizioni di macchine ed attrezzature per l'agricoltura, mostre dell'artigianato locale e un convegno sui temi dell' agricoltura. Infine, tanta musica con artisti famosi in campo nazionale.
Ecco quindi nel dettaglio il programma degli eventi della suddetta Sagra:
Venerdi 10 Ottobre (ore 18:00 - 24.00)
Inaugurazione Rassegna Prodotti Agricoli
Gastronomie Locali
Spettacoli:
La Compagnia Teatrale “Perfetta Letizia” presenta “L’eredità“. Commedia in 2 atti di Raffaele Caianielo , con E.Danieli e B. Vitucci, Regia: G. Vezzoso
L’accademia di Danza “Queen Dance” e lo Show Room “Annalisa Baby ” organizzano la Serata Show and Fashion.
Direttamente dagli amici di “Mudù″ la voce calda del sud “Gianni Rutigliano”- Presenta Pino Giannini da L’altra Radio.
Sabato 11 Ottobre (ore 10:00 - 24.00)
Rassegna Prodotti Agricoli
Gastronomie Locali
Serata Musicale con “Audio 2 in concerto”

Domenica 12 Ottobre (ore 10:00 - 24.00)
Esposizione Prodotti Agricoli
Gastronomie Locali
Ore 11- Incontro con gli agricoltori sul tema “Olivicoltura di qualità tra gusto , tradizione e innovazione” - Coordinatore: Massimo Zuccaro
Serata musicale con “61 CYCNI” in concerto
Chiusura manifestazione - Estrazione Biglietti vincenti “Sottoscrizione Volontaria a premi”
Bene ragazzi, occhio alle date e affrettatevi a visitare questa bella Festa. Come avete letto, tante sono le attrazioni musicali e soprattutto le degustazioni gastronomiche che vi aspettano.
Non mancate all'appuntamento e, come sempre, buon divertimento!!!
Info e immagini by: http://www.arcisannicandro.it , http://www.sagreinitalia.it

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20 agosto 2008

Sannicandro di Bari

Amici miei buongiorno a tutti voi. Beh, credo che sia arrivato il momento di parlare di un altro bel paese della provinicia di Bari, molto importante: Sannicandro di Bari.
Lo stemma: Un castello con portone centrale sormontato da tre torri merlate, aperte e finestrate d'argento su fondo azzurro terrazzato di verde, sormontato da una corona baronale e circoscritto da due rami, a destra di quercia, a sinistra d'alloro, uniti da un nastro argenteo.
Dal punto di vista storico è evidente constatare che la particolare posizione altimetrico-stradale e la sua vicinanza a Bari non potevano sfuggire all'attenzione degli antichi; il ricco materiale archeologico rinvenuto dimostra, infatti, che il territorio fu colonizzato sin dai tempi della Magna Grecia e fu sede di un antichissimo villaggio, chiamato "Mezardo". Esso fu successivamente occupato dai Romani e, alla caduta dell'Impero, dai Longobardi. Questi, nell'anno 585 ,per difendersi dai Bizantini, i quali miravano ad impossessarsi dell'Italia meridionale, costruirono le mura intorno ai villaggio ed un castello al suo interno. A partire da quel momento, il piccolo casale fu chiamato "Castrum Mezardi".L'imperatore bizantino Costante II lo distrusse, riducendolo ad un grande ammasso di rovine, ma nell'VIII e IX secolo un gruppo di monaci, fuggiti dall'Oriente in seguito alla persecuzione iconoclasta, scelsero Castel Mezardo come luogo adatto per fissare la loro dimora e vi costruirono una Chiesa dedicata al Santo Nicandro, vescovo e martire di Myra, da essi venerato. "Castrum Mezardi" fu ribattezzato "Sannicandro".
Geograficamente parlando Sannicandro di Bari è, come ho già detto in precedenza, un comune della provincia di Bari, della regione Puglia. Ha un territorio pianeggiante, tranne la fascia depressa attraversata dal torrente Picone in direzione sud-nord, si estende per 5500 ettari. Il suo territorio è talmente frazionato che pochi sono coloro che non possiedono un appezzamento di terra. Il clima è tipicamente mediterraneo (fascia adriatica), con inverni miti ed estati calde, caratterizzati da periodi di forte siccità. Le colture prevalenti sono oliveti (specialità coratina), vigneti (uva da tavola e da vino), mandorleti ed ortaggi ad uso privato. Non mancano gli alberi da frutta come il fico, il melo cotogno, il ciliegio, il melograno, il fico d'India, il pesco , il pero e il percoco. La flora è quasi totalmente costituita da colture piantate dalla mano dall'uomo attraverso un duro lavoro su una terra con poca acqua. La vegetazione arborea spontanea è molto povera. La fauna è costituita da rari esemplari volpi, conigli selvatici, talpe e donnole. Suggestivo è il centro storico, caratterizzato dal castello di Federico II di Svevia, con le sue maestosi torri bizantine, intorno a cui si snodano stupendi vicoli e vicoletti.
La cultura del paese: Qualche decennio fa a Sannicandro di Bari, c'era una scuola superiore denominata "agraria" per il tipo di indirizzo e di specializzazione che forniva, agrario appunto; come lo si può anche notare dalla conformità del territorio prevalentemente adatto ad ospitare oliveti e vigneti.
Ricordiamo un famoso detto popolare della fine del Settecento: "I sent' daffèor, e i puorc da jind" per indicare che alla fine del Settecento a Sannicandro, c'erano gli animali da cortile nelle case degli abitanti: maiali, capre e conigli, come in tutto il meridione d'altronde, e le chiese maggiori, fuori dalle mura interne. Proprio a causa della presenza di animali in casa che convivevano a stretto contatto con le persone derivò la peste che colpì Sannicandro dal 1850 al 1870 (causata del basso livello di igiene che portavano le persone che possedevano degli animali da cortile in casa).
Avvenimenti in Sannicandro di Bari
La Quarantana
(mercoledì delle Ceneri) La tradizionale processione che annuncia la fine del carnevale. È tipica la figura di "Arunz", fantoccio per l'appunto simbolo del carnevale, che viene portato in processione per le strade cittadine e poi bruciato in piazza.

La Madonna di Torre
(lunedì dell'Angelo) La madonna di torre è una piccola chiesa situata nella campagna limitrofa al paese. Durante il lunedì dell'angelo viene portato in processione per le vie cittadine un quadro raffigurante la madonna. L'occasione è buona, data la stagione, per organizzare una scampagnata nei pressi della chiesa.

San Giuseppe
(ultima domenica di Giugno) Sicuramente la festa religiosa più importante del paese. Tradizionale è la processione della domenica mattina, dove il parroco della Chiesa dell'Assunta consegna alla statua del Santo patrono le chiavi della città, simbolo tangibile della profonda venerazione della popolazione verso il patrono. È divenuto ormai una consuetudine, il lancio di un pallone aerostatico al termine della processione come anche la manifestazione pirotecnica che normalmente si svolge alla fine della giornata, degna conclusione della celebrazione.

L'abitino dei Quattro Cantoni e la Madonna del Carmine
(15 e 16 luglio) Nel contesto della festa religiosa della seconda parrocchia sannicandrese, il Carmine, per l'appunto, si inserisce la manifestazione dell'abitino dei Quattro Cantoni, meglio conosciuta come "U Pizz'kellò". Questa manifestazione ha origini antiche. Nei decenni scorsi si svolgeva al termine delle fatiche dei campi, ed era un modo per attirare l'attenzione delle ragazze. Il gioco consisteva e consiste tutt'oggi nel realizzare una piramide umana, composta da nove persone che deve avanzare su un percorso rettilineo. I "Quattro Cantoni" sono le quattro contrade del paese (ossia Assunta, Torre, Carmine e Castello) che si sfidano in gare ad eliminazione diretta. Rimarrà solo una contrada che sarà la trionfatrice del Pizz'kello!La Madonna del Carmine è anche memoria storica, legata alla notte tra il 25 e 26 giugno del 1943 (testimonianza dell'accaduto)nella quale squadroni di bombardieri inglesi devastarono con lancio due bombe, l'inoffensiva comunità sannicandrese, provocando la morte di 87 concittadini. Fu distrutta anche la Chiesa del Carmine... solo l'Immagine della Madonna restò intatta: il 16 luglio è portata in processione, seguita da una moltitudine di fedeli.

Festa dell'Assunta
(14 e 15 agosto) Una grande fiaccolata si snoda dalla Chiesa Madre alla Sacra immagine scultorea della madonna dell'Assunta in via Diaz. Nelle stradine del paese vengono allestiti piccoli altari devozionali.

Festa della Madonna delle Grazie
(7 settembre) Questa festa rientra nella tradizione come momento di aggregazione rionale. È famosa soprattutto per l'arrosto alla brace del "pezzetto", dei fegatini e della salsiccia, che sono degustati lungo la strada che porta all'omonima chiesetta.

Festa del Crocifisso
(quarta domenica di Settembre) Molto simile alla festa patronale e allestita dal Comitato Feste Patronali. La festa prende avvio dal momento in cui padre Balsaniello, era il 27 settembre 1731, donò una particella alla Santa Croce di Cristo alla Chiesa del Purgatorio che diventò così del Crocifisso, in quanto la Sacra Reliquia fu incastonata in una teca posta in un crocifisso in argento. Da quel momento il Crocifisso è portato in processione e, al centro del paese, è innalzato dal Parroco a protezione degli antichi quattro cantoni di Sannicandro.

Sagra delle Olive
(seconda domenica di Ottobre) È la festa che attira più gente al paese. Nella piazza del castello vengono allestiti stand di olivicoltori. Vengono offerti ai visitatori degustazioni di olio e di altri prodotti locali. Il tutto è accompagnato da orchestre o cantanti famosi. Da un paio d'anni, inoltre, durante la manifestazione si svolgono visite guidate al castello normanno-svevo nell'ambito del progetto "I Princìpi"

Sagra delle Orecchiette
(Week-end prima del crocifisso) è una festa nata della scoperta che le orecchiette sono state create a Sannicandro di Bari! Le orecchiette, semplice e squisita specialità sannicandrese, sono strettamente legate alla storia e alla cultura del territorio. Insigni studiosi di enogastronomia pugliese - ricordiamo qui solo il più autorevole. il professor Luigi Sada - hanno dimostrato che le orecchiette avrebbero proprio avuto origine nel territorio di Sannicandro, durante la dominazione normanno-sveva, tra il XII e il XIII secolo.
Secondo il professor Sada, un'interessante caratteristica delle orecchiette, legata al particolare atteggiamento di protezione nei confronti della comunità israelitica locale da parte dei normanno-svevi, è la loro probabile derivazione da alcune ricette della tradizione ebraica, come le orecchie di Haman - l'antagonista del libro di Esther - che ritroviamo, ad esempio, in alcuni dolci sefarditi oppure nelle croisettes, un tipo di pasta preparato nelle vallate occitane del Piemonte, lontana parente delle orecchiette di Sannicandro anche nella probabile influenza mediorientale.

I Piatti tipici
Cicerchie: La cicerchia (i gnagnaul) è un legume molto citato a Sannicandro, soprattutto in forma dialettale, ma anche un legume prezioso che ha il sapore un po' di ceci, un po' di fave ed un po' di lenticchie. Si mangia bollita, condita con olio d'oliva abbondante. Si conserva secca e si mette a bagno almeno 12 ore prima della cottura (con un cucchiaio di sale o meglio di bicarbonato). Può essere preparata con un brodo di cotica o fatta stufare con mezza
cipolla, una carota, sedano, aglio e tre cucchiai abbondanti del nostro olio d'oliva.

Baccalà con patate fuoco sotto fuoco sopra
Pulire e diliscare il baccalà già ammollato. Sul fondo di una casseruola di terracotta unta d'olio, disporre l'aglio, il peperoncino e il prezzemolo tritati, il sale, le patate e i pomodorini a pezzetti. Unire il baccalà, cospargere di prezzemolo, pepe, olio e pomodorini a pezzetti. Coprire con le patate ed aggiungere nuovamente gli odori per il condimento. Concludere con una buona spolverata di pangrattato e bagnare con un po' d'acqua. Passare la teglia sulla brace viva coprendola con un coperchio colmi di carboni ardenti (fuoco sotto fuoco sopra) per 30 minuti circa. Servire caldissimo.

Involtini
È un piatto che si prepara con le interiora di agnello: fegato, cuore, polmone, retina e budelline. Pulire accuratamente queste ultime, tagliarne con le forbici, strofinarle con il sale e lavarle parecchie volte. Lasciarle a bagno in una bacinella per farle diventare più chiare. Dopodiché stendere la retina e tagliarla a quadrati; tagliare anche il fegato, il polmone ed il cuore a striscioline sottili, metterle in ogni quadrato di retina aggiungendo qualche rametto di prezzemolo. Arrotolare la retina in modo da formare un fagottino cilindrico sottile. Avvolgere con diversi giri di budelline che nel frattempo saranno state tolte dall'acqua ben scolate. Finita la preparazione, cuocere gli involtini sulla brace, voltandoli e rivoltandoli; ogni tanto punzecchiarli con la forchetta mantenendo sempre viva la brace. A cottura ultimata salarli e servirli molto caldi.

Architetture e luoghi di interesse
Chiese
Chiesa dell'Assunta
Nel 1817 si pose mano alla costruzione della grande Chiesa Madre, di stile ionico, progettata dall'architetto Gimma, sul suolo risultato dalla demolizione di una vecchia Chiesa preesistente da circa due secoli.Varie trasformazioni sono intervenute nel 1833, ad opera del Sindaco Mastronardi, e nei 1873, ad opera del medico Desposati. Nel 1919 è stata restaurata e ripavimentata per volontà dell'Arciprete Don Vitantonio Giammarella. Al suo interno, a seguito di una solenne celebrazione svoltasi il giorno 5 novembre 2004, è depositata la Reliquia attribuita al vescovo e martire di Myra San Nicandro, dal quale il paese trae la denominazione.

Seconda Parrocchia del Carmine
La Chiesa è dedicata alla Madonna del Carmine. Una preesistente Chiesa del Carmine, sorta nel 1651 ad ovest dei Castello, fu distrutta dal bombardamento aereo che colpì Sannicandro durante la
II Guerra Mondiale. Non è stata ricostruita nel vecchio sito allo scopo programmato di farne centro di una nuova parrocchia. È stata aperta al culto il 21 dicembre 1958, giorno in cui si insediò il primo Parroco, Don Francesco Clarizio, all'interessamento del quale si deve la realizzazione dell'opera.

Cappella di via Bari
La Chiesa è sorta verso la fine del 1600 e fu dedicata alla Madonna della Pietà. Vi si venerano San Pietro e Sant'Elena. Da alcuni decenni è stata dedicata alla Sacra Famiglia.

Chiesa del Crocifisso
In origine si chiamava Chiesa del Purgatorio, perché edificata nel punto dove, nel XIV secolo, fu trovata una nicchia di pietra con superfici interne coperte da una pittura di stile bizantino, che si conserva, raffigurante Cristo sulla Croce tra quattro santi e le anime del
Purgatorio. Prese il nome di Chiesa del Crocifisso quando il frate cappuccino di Sannicandro, padre Balsaniello, portò in paese una reliquia della SS. Croce di Cristo, che fu incastonata in una croce d'argento e venerata nella seconda festa patronale del paese.

Chiesa dello Spirito Santo
Situata nella zona storica, fu edificata, quasi contemporaneamente alla Chiesa Madre, sul posto dove un volta esisteva la prima Chiesa del paese, dedicata a San Nicandro.

Chiesa della Madonna delle Grazie
È situata sulla via di Altamura e fu fatta edificare nel 1750 dal conte Filippo Arcamone, allora fittuario del Feudo di San Nicandro.

Chiesa della Madonna di Torre
Sita a due chilometri dal paese, è l'unica testimonianza dell'antico villaggio "Sizzaro", distrutto dagli
Ungari nel 1348; la Chiesa fu ricostruita da alcuni fedeli verso la fine del XVI secolo e restaurata nel 1853 e nel 1882. Sul prospetto dell'antica porta, sotto un arco a sesto acuto, si ammira un'effigie della Madonna, contornata da una antica epigrafe nella quale Romualdo, Arcivescovo di Bari, concede indulgenze a tutto il popolo devoto "col venire con la coscienza pura qui adesso e per sempre nel solennizzo della seconda festa di qualunque settimana". Nella cappella di Santa Maria di Sizzaro vi sono due altarini, dedicati alla Madonna della Torre e al Padre Eterno. Come segno di devozione verso la "Madonna di Sizzaro", la popolazione di San­nicandro, durante e dopo la Guerra, ha reso quasi sacra la strada che porta alla sua chiesa, realizzando e curando una serie di edicole in pietra della via Crucis, affinché la Madonna proteggesse i soldati al fronte.Tale devozione si tramanda ancora oggi, in particolar modo in occasione della Festività del Lunedì dell'Angelo, durante la quale i sannicandresi convengono presso la Chiesa, in un tripudio di folclore, al seguito del carro che trasporta in processione, la Sacra Immagine della Madonna.Dopo la celebrazione della Santa Messa si organizzano allegri e festosi ban­chetti all'aperto e, al rientro della processione in paese, all'imbrunire, lungo le vie di Sannicandro, si snoda una grande fiaccolata, che si conclude con brevi e colorati fuochi d'artificio.

I Monumenti
Il Monumento ai Caduti
Il monumento situato in piazza Unità d'Italia (una volta Parco della Rimembranza) è dedicato ai 127 militari sannicandresi caduti durante la
1ª guerra mondiale. Fu progettato dall'architetto Dioguardi e fu eretto su iniziativa del sacerdote prof. don Cosimo Losurdo nel 1929. Dall'alto del quale pende una pesante Campana detta Augustea, ottenuta dal bronzo dei cannoni austriaci. Ogni sera immancabilmente, dopo l'Ave Maria, con i suoi cinque rintocchi, invita la popolazione a un raccoglimento di preghiera e di riflessione.

Altri monumenti e lapidi
La più antica lapide è quella fissata nel muro che chiude il grande portale esterno del castello. In essa è trascritta in latina una sentenza del re Filippo lll di Spagna, dell'anno 1602, contro il conte di Conversano Antonio Acquaviva, il quale pretendeva far da giudice nelle cause fra gli abitanti della Baronia. Approfittando sull'ignoranza del popolo minuto, scrisse sulla lapide "Per allestire il banchetto ai numerosi operai che lavorarono per la costruzione del castello, furono spesi 100 ducati (£ 425) di solo prezzemolo".Una seconda lapide apposta sul frontale del vecchio municipio ricorda i tre sannicandresi Nicola Caputo, Giovanni Riccardi e Tommaso Del Re, caduti nell'imboscata di Dogali, nella colonia Eritrea il 26 gennaio 1887 durante la guerra coloniale.Nel cimitero sorge il monumento ossario per gli ottantanove cittadini vittime del bombardamento aereo subito da Sannicandro la notte tra il 25 e 26 giugno 1943. Fu progettato dall'ingegnere Domenico Lobalsamo.

Centro Storico
Il Castello Normanno-Svevo
Per approfondire, vedi la voce Castello Normanno-Svevo di Sannicandro di Bari.
Il Castello di Sannicandro di Bari sorge nella zona medievale del paese, tra le caratteristiche case a scalinata esterna, ed è circondato dall'antico fossato svevo, colmato e trasformato in strada solo nel 1836. È composto di due parti distinte messe l'una nell'altra, costruite in epoche distanti tra loro, ad opera dei
Bizantini e degli Svevi.
Infine, non posso che consigliare di visitare questo splendido ed andando a mangiare in un locale buonissimo e molto economico, a due passi dal centro di sannicandro: "il nascondiglio". Amici miei, che dire, in questo posto troverete pizze fantastiche e braciole di trippa e di vitello, nonchè ottimi manicaretti caserecci pugliesi!!!Provare per credere.
Beh, a questo punto vi lascio ai vostri pensieri.....ci vediamo presto!!!!

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21 marzo 2008

Restyling al Castello Svevo....



Dal sito del Comune di Bari riporto quanto segue:
"""""CASTELLO SVEVO: AVVIATI I LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE

Mercoledì 19 marzo, alla presenza del direttore generale della Sovrintendenza regionale ai Beni Culturali, Ruggero Martinez, degli assessori comunali ai LL.PP e all'Ambiente Simonetta Lorusso e Maria Maugeri, del presidente della circoscrizione Murat, Mario Ferorelli, e del consigliere comunale delegato alla Città vecchia, Michele Fanelli, è stato inaugurato il primo lotto dei lavori di ristrutturazione del Castello Svevo. La prima fase del progetto prevede la sistemazione delle chianche, la pulitura dei muretti e delle pareti del fossato da piante ed erbacce e il potenziamento dell'illuminazione artistica. Per il recupero del fossato si provvederà alla sistemazione di nuove siepi e alla realizzazione di rampe utili per l'accesso all'interno del castello da utilizzare specie in estate per iniziative culturali. L'accesso sarà consentito dalla parte laterale, che dà sulla piazza, laddove le mura di cinta sono più basse. Sono 1.250.000 euro i fondi PIS (Progetti Integrati Settoriali) impegnati per la ristrutturazione del Castello. La responsabilità dei lavori che saranno ultimati entro fine giugno è stata affidata dall'amministrazione barese alla Sovrintendenza regionale ai beni culturali.L'intervento di ristrutturazione, ha detto Martinez, è importante per due motivi: per il valore storico del monumento e perchè il Castello appartiene al cuore dei baresi.Siamo giunti a questi risultati in tempi brevi - ha affermato l'assessore Simonetta Lorusso, E' grazie al lavoro sinergico che ha coinvolto il Comune di Bari, la Sovrintendenza e gli altri enti interessati.""""""
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Beh, era ora!Il povero castello di Bari finalmente cambia faccia. Dopo parecchio tempo finalmente l'Amministrazione Comunale sta provvedendo a fare il make-up a a uno degli edifici piu' antichi di Bari, il castello Svevo.
Guardate, se non siete mai stati a vedere il castello di Bari vi consiglio di farlo al piu' presto. E'davvero molto bello. A parte che ho già precedentemente parlato di esso nell'apposito post, pero' ci tengo ad evidenziare come questa struttura sia stata negli anni messa a posto, ristrutturata e riportata ai suoi antichi splendori. Architettonicamente interessante rappresenta sicuramente una delle icone piu' importanti della storia e della cultura del capoluogo pugliese. Una grande testimonianza vivente dell'epoca Federiciana. Una grande prova di ingegneria che non puo' essere lasciata a se stessa e che merita quindi tutte le attenzioni possibili.
Ben vengano quindi gli ulteriori lavori di sistemazione della citata fortificazione.

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18 marzo 2007

Rutigliano













Cari amici oggi parliamo della città di Rutigliano, a circa 30 km a sud est da Bari. Il territorio di Rutigliano è costituito, geologicamente, da calcarei del Cretaceo e da depositi quaternari formati essenzialmente da argille particolarmente idonee per l'agricoltura. La fertilità del suolo e la presenza delle cosidette "lame", antichi solchi torrentizi, hanno favorito la persistenza e la densità di insediamenti umani dall'età neolitica all'alto medioevo. Diverse sono le aree di interesse archeologico. Tra le più importanti, nel settore meridionale dell'agro rutiglianese si segnalano L'Annunziata e Purgatorio - Bigetti.
Il Centro Storico di Rutigliano è un borgo ricco di palazzi signorili edificati tra '500 e '700 e di caratteristiche case imbiancate d'intonaco che si susseguono, tra archi ed edicole votive, negli stretti vicoli medievali. Sul punto più alto del borgo antico sorgono i resti del castello Normanno, con la sua alta Torre, fra le meglio conservate in Puglia, divenuta simbolo di Rutigliano. A poca distanza c'è la romantica Colleggiata Santa Maria della Colonna, consacrata nel 1108, con un interessante portale che presenta sull'architrave una splendida lastra monolitica con raffigurazione ieratica in bassorilievo del Cristo fra gli apostoli (XI sec.). L'interno, a tre navate, conserva pregevoli testimonianze artistiche: un leggio marmoreo del XIII sec., divenuto stemma ufficiale della città, con incisi due grifoni che sostengono una colonna terminante in un disco con stella inscritta e croce sovrastante e in basso l'iscrizione che ricorda il dominio Normanno (UGO FIL.US ASGOT DINASTA FUNDATUR); una splendida icona trecentesca della Madonna delle Grazie; il celebre Politico del Veneto Antonio Vivarini (databile attorno al 1470); un notevole coro ligneo settecentesco, un maestoso organo a 24 canne fra i più belli conservati in Puglia (XVIII sec.); gli affreschi perimetrali del XV sec.; le belle tele settecentesche di Samuele Tatulli e Domenico Carella. Al di fuori del centro storico, si segnalano la seicentesca chiesa Conventuale San Domenico, con i suoi ragguardevoli altari lignei barocchi, adornati da preziose tele del '700; il Santuario SS. Crocifisso, dove dal 1630 circa è custodita una splendida scultura lignea, dell'artista gallipolino Vespasiano Genuino, raffigurante il Cristo agonizzante in croce, un'opera cui è devotissima la gente di Rutigliano; l'imponente Monumento ai caduti Rutiglianesi della Prima Guerra Mondiale, in Piazza XX settembre, con una massiccia base marmorea e sculture in bronzo, realizzato dallo scultore rutiglianese Vitantonio De Bellis. Un'escursione la merita senz'altro anche l'agro circostante il centro abitato, dove si possono ammirare belle masserie fortificate e storiche chiese rurali.
Ma attenzione, cosa c'e' di veramente bello da vedere a Rutigliano???Ebbene, amici cari non potete non visiatre le antiche botteghe dove si realizzano i bellissimi "fischietti" tipici proprio del posto. Infatti, abili mani di artigiani locali producono da anni questi fantastici strumenti musicali dal suono particolare. Espressamente fatti in terracotta sono l'attrazione turistica principale per i forestieri che visitano il paese.
Il primo fischietto rutiglianese noto, quello di Cala Scizzo rappresentava un gallo, simbolo di virilità. Per questo le ragazze da marito nel giorno di Sant'Antonio Abate, il 17 gennaio, speravano di ricevere un fischietto, che sottintendeva una proposta di matrimonio. Il fischietto aveva la forma di un animale (soprattutto di gallo), e veniva donato con un cesto di frutta, simbolo di abbondanza e soprattutto prodotto della terra coltivata dall'aspirante sposo. Ma perchè il giorno di Sant'Antonio Abate? Il motivo è semplice: il santo riunisce sotto la sua protezione ragazze da marito e animali, soggetto e oggetto del dono. Ancora oggi è tradizione che il fidanzato il 17 gennaio doni il gallo alla sua ragazza come pegno d'amore.
Cari visitatori, in conclusione vi invito ad andare a Rutigliano affinchè possiate anche voi passeggiare per il bel centro storico ed osservare con i vostri occhi la realizzazione artigianale dei fischietti e sentire la loro meravigliosa musica. Arrivederci a presto.
Storia tratta da: www.comune.rutigliano.ba.it

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02 giugno 2006

Il Castello Svevo

Il castello di Bari chiamato appunto "Svevo" si trova proprio nel cuore della Città Vecchia, a due passi dalla questura e dal Lungomare.
Nato su commissione del re Ruggero il Normanno venne edificato nel 1131 circa.
L'imponente edificio ristrutturato ovviamente col passare degli anni, non ha purtroppo lasciato ai posteri granchè da visitare, almeno al suo interno.
Nel 1156 circa venne attaccato dagli invasori di Guglielmo "il Malo", i quali ridussero la costruzione in un vero e proprio rudere.
Grazie poi alla benevola influenza dell'Imperatore (Grandissimo) Federico II il castello potette ritornare al suo antico splendore.
E' costruito sostanzialmente in maniera quadrangolare con delle enormi torri parallelepipede.
Gli angoli interni del complesso sono chiamati "Semaforo e dei Minorenni" quelli interni e "Del Monaco e Del Vento", quelli piu' esterni.
Varie dinastie di nobili si sono succeduti all'interno di questo castello. Tra questi ricordiamo i D'Aragona e gli Sforza.
Proprio la duchessa di bari, Isabella D'Aragona, porto' all'apice della bellezza il nostro bellissimo edificio trasformandolo in una grandiosa residenza ospitante uomini di tutte le arti, di corte e di ingegno. Essa successivamente fece costruire attorno al castello anche dei baluardi maestosi e il fossato perimetrale tutt'ora visibile, a difesa dello stesso complesso murario.
In epoca posteriore i Borboni adibirono il castello a vero e proprio carcere ed ancora col passare dei secoli esso venne utilizzato come caserma della fanteria e dei gendarmi di stanza a Barium (odierna Bari). Questi soldati furono importanti poichè si occuparono soprattutto della difesa della città dalle invasioni delle popolazioni provenienti dall'oriente europeo e dal mare.
Per maggiori informazioni potete visitare questo Link.

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