Il Capocomitiva di Bari

Benvenuti, questo è il mio primo "BLOG". Per quanti di voi che abbiano intenzione di conoscere attualità, cronaca, divertimenti e tradizioni della città di Bari e non solo. Potrete fare due chiacchiere con me lasciando i vostri commenti o consigli in maniera seria ed io saro' felice di rispondervi. Buon divertimento Amici miei. Un saluto da Sergio "Il Capocomitiva". P.s.: Per la realizzazione di questo Blog nessun pugliese è stato maltrattato......

16 febbraio 2009

Vi racconto una storiella.....una bella storiella...

Svegliarsi ogni santo lunedi mattina alle 4,30 - 5, salire in macchina e partire assieme ad altri colleghi per giungere fuori dalla Puglia dove terminerai il tuo lavoro solo al venerdi. Con il sole, con la pioggia, con la neve, con il freddo, con tutto cio' che si puo' trovare. Zaino in spalla, borsetta termica con qualche panino e via, si deve partire.
Lo faccio da anni, lo facciamo in tanti ma non piu' quei tanti come eravamo un tempo. C'e' chi ha mollato tutto dopo un po', c'e' chi se ne è andato a lavorare altrove, c'è chi è rimasto e persevera come sempre.

Prima era quasi un divertimento rivedersi in faccia con lo sguardo del sonno e ridere e scherzare per tutto il viaggio in attesa di arrivare a destinazione. Ora ammetto che a distanza di 12 anni la cosa mi sta iniziando un po' a pesare. Pesa a me che ogni qualvolta lascio la mia città e i miei amici e la mia famiglia mi piange il cuore, figuratevi ai miei cari colleghi e soprattutto amici disgraziati che lasciano pure mogli e figli piccoli a casa. Il lavoro nobilita l'uomo si dice. Sacrosanta verità. In fondo mi è andata bene, lavoro non tantissimo lontano dalla mia regione; ci sta gente che lavora stabilmente su a Milano ed addirittura fà il pendolare pure da là ogni settimana!!!Pazzi!!!???No, non credo proprio. L'amore per la famiglia credo faccia muovere pure i sassi. Purtroppo non è detto che le cose debbano sempre andare come si desidera, magari lavorando a due passi da casa, magari con il solo pensiero di alzarsi la mattina alle sette e tornare comunque nel pomeriggio e poter riabbracciare i propri cari. Vedete il pendolare è una persona che decide di esserlo per sua scelta personale, per carità, vuoi per il lavoro, vuoi perchè non se la sente di chiedere a tutta la famiglia di seguirlo in altre città lontano dal resto dei parenti. In famiglia credo ne basti uno a portare questa santa croce. Pendolare è pure mio fratello maggiore, addirittura prima si spostava dalla lontana Sicilia e poi dal Lazio. Ed anche lui ha optato lasciare la famiglia nella sua terra natia.

Il lavoro, soprattutto a Bari, o al sud in genere, è caratterizzato da un piccolo e silenzioso popolo di formichine che si spostano freneticamente sulle autostrade per andare a lavorare ad inizio settimana e poi portare a casa uno stipendio normalissimo a fine mese. La volontà di lavorare c'e', il problema è che come sempre mancano i posti di lavoro e le opportunità professionali guarda caso sono sempre lontano dalla tua città. La tua città è quella in cui sei nato, quella che ami davvero tanto, quella che ti manca durante la settimana quando pensi agli amici che camminano per il centro o si bevono il caffè, quella in cui ti salti sistematicamente i compleanni dei tui cari perchè non ci sei, quella in cui al mercoledi ci sta il cinema e tu non ci puoi andare con la tua lei, quella in cui sai che accadono determinate cose solo perchè le apprendi da internet o dai giornali quotidiani locali (che neanche riesci a reperire facilmente). E' la tua città di sempre e non la puoi abbandonare. Te la porti sempre dentro il cuore.

Volete sapere che cosa fà un pendolare durante la sua giornata tipo???Lavora e alla sera o quando è libero dai turni appena puo' telefona, telefona tantissimo. Almeno durante i giorni della settimana è in contatto con il resto della famiglia per sapere come se la passano e per sentire se le cose vanno bene. Ho visto delle situazioni allucinanti, padri di famiglia che avevano a centinaia di kilometri di distanza il piccolo figliolo malato con la febbre e la moglie che al telefono si disperava. Il padre con sangue freddo e calma divina sempre per telefono riusciva a calmare la consorte e poi decidere di ripartire per casa la notte stessa alle 02,30. Che vita è questa?Che pena è questa per tanti genitori e figli?Che ho fatto di cosi' grave da meritare una vita a metà?Non solo io logicamente ma anche per i miei colleghi. Tra l'altro siamo quasi sempre costretti a nascondere i nostri malumori. """Va tutto bene, và sempre tutto bene qua, non ti preoccupare cara o mamma o papà"""Quella frase oramai parte in automatico ogni santo giorno, anche se la verità il piu' delle volte è l'esatto opposto. Non va bene cosi', non è giusto che si parli di unione familiare e quant'altro persino nella Costituzione Italiana e la gente debba condurre una doppia vita: non si è nè carne e nè pesce. E la cosa peggiore è che estendiamo questa condanna ad una vita alternata pure ai nostri familiari. Mah.

Volevate sapere altre cose su di me?E' giusto che siate informati. E' giusto anche che lo sappiano coloro (taluni ahimè conoscenti e non amici graze a Dio) che pensano che mi diverta sempre durante la settimana, magari perchè sto in un'altra città...di cosa mi dovrei divertire non saprei onestamente. Sicuramente ho la possibilità di conoscere posti nuovi e culture diverse ma, francamente, non mi posso permettere cene o cenette tutte le sere o divertimenti vari nei locali o pubs; con lo stipendio (uno) bisogna camparci insomma, arrivare a fine mese. Inoltre se hai bisogno di qualcosa devi sapere fare affidamento solo sulle tue forze, se stai bene è bene, se stai male sono cavoli tuoi. Sei solo.

Ahi quante volte sento gente di Bari che si lamenta perchè deve andare a lavorare a pochissimi km dalla casa e dire pure sopra e sotto.... Boccaccia mia non farmi parlare!!!!Vabbè mi dico, si vede che il destino ha voluto cosi' per me e per i miei amici "spolette".

Un "Capocomitiva" diverso starete leggendo oggi. Forse si o forse è arrivato semplicemente il momento di parlare anche di cose serie ogni tanto.

Spero che questo post arrivi ai miei amici e colleghi di sempre, che lo leggano e che sappiano quanto apprezzi le loro gesta quotidiane. Glielo dedico sinceramente. Onoro i loro sacrifici di sempre. Onoro davvero il lavoro che faccio e cerchero' sempre di farlo onestamente, anche a costo della vita (speriamo di no....).

Non lo so perchè vi scrivo queste cose, forse perchè spero sempre in un futuro e "lontano" avvicinamento (bel gioco di parole eh??) a casa, cosi' come lo sperano i miei colleghi di sempre. Forse ho voglia di realizzare qualcosa di concreto, una famiglia, di crescere e di lasciarmi alle spalle le minchiate fatte in tanti anni.

Forse sto solo maturando.

Vi abbraccio ragazzi e sappiate affrontare tutto quello che la vita vi riserva, stringete i denti perchè in fondo ce la farete, anzi ce la faremo!!!

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4Comments:

Anonymous Anonimo said...

Anche spostandoti, almeno tu lo stipendio lo prendi a fine mese da ciò che dici, ma c'è gente che non ha lavoro o che lo stipendio lo prende quando il datore di lavoro si ricorda di darglielo, e c'è pure, e purtroppo ce n'è in tanti, chi ha una paga nettamente superiore alle proprie capacità, o chi di lavori ne ha più d'uno, ecc... Ma questa è l'ITALIA, caro mio! Ma poi questo non è proprio il momento di parlare di lavoro, c'è una'aria di crisi in giro che fa paura!! Poi guarda, anch'io ho amici che si lamentano senza motivo
del proprio lavoro,oltretutto occupandolo nella medesima città di
residenza, ed ho capito di essere stanco di ascoltarli quando fuori c'è chi sta male davvero!!!! Ma lo sport più appagante per tanti è quello di dare fiato alle trombe ed ai...tromboni troppo spesso!
Del resto se la tua situazione di pendolare non ti va bene, potresti tentare in città, hai visto mai?
Guarda, se prima ero sfiduciato, adesso mi sento uno schifo, giusto per non essere cafone, ma accetto anche il tuo sfogo. Un consiglio: pensa alla salute e gli amici mandali a cagare!
Sabino

17/2/09 13:02

 
Blogger il Capocomitiva said...

Infatti hai pienamente ragione caro Sabino. Ho omesso questo piccolo grande particolare: io almeno mi devo ritenere pure fortunato, lavoro da tanti anni e ci sta gente con le chiappe per terra e non certo per colpa loro. Ci sta una grande azienda di telecomunicazioni di Milano (di cui logicamente evito il nome) che sta tagliando a tutto spiano il personale. A Milano capisci???Gente che dopo 10 anni si ritroverà con un bel mutuo da pagare sul groppone. E poi arrivano ordinativi dall'alto di "spendere" , "spendere" ed ancora "spendere"....ma cosa spendere, e con quali soldi????Qua di questo passo facciamo la fine dell'Argentina o degli stati Uniti con il problema dei mutui e della gente impoverita dalla sera alla mattina!!!!Altro che chiacchiere. effettivamente il mio di problema è forse il minore rispetto a tanta gente che non saprà di quale futuro dovrà aspettarsi!
Che schifo ragazzi, che schifo!

17/2/09 16:29

 
Anonymous Anonimo said...

Ciao Capo,
hai deciso di farmi piangere eh?
Qui nella mia stanzetta romana...dopo una settimana di ferie passata nella mia puglia, con la mia ragazza, la mia famiglia e gli amici...ho letto queste parole e mi sono ritrovato perfettamente. Non è semplice ma ho una voglia matta di tornare a casa e lo farò per costruire qualcosa nella mia terra! PS se anche tu sei a Roma io scendo ogni 2 settimane con la mia auto. Ci sono anche altri ragazzi. Ciao Ciao. Leo (quello di www.torreamare.com) :D

23/2/09 21:43

 
Blogger il Capocomitiva said...

Crissimo Leo sono contento di leggere le tue bellissime parole. Non era mia intenzione quella di fare piangere chicchesia , per carità. Sai, agli occhi di tanti noi esistiamo per metà. Tu sei a Roma, mentre io sono in un'altra città ed altri ancora in altrettante città. Siamo il popolo degli "invisibili", ma al contempo forse quelli che piu' amiamo la nostra terra natia. Vivere fuori sai benissimo cosa significhi. Apprezzi davvero le cose che gli altri tuoi amici e familiaari hanno praticamente sotto mano tutti i giorni: Il lungomare, il castello, Via Sparaano, Corso Vittorio Emanuele, la Fiera e soprattutto la Famiglia.
Abbiamo fatto unaa scelta e dobbiaamo essere consapevoli che oggi come oggi dobbiamo pure baciare a terra per quel posto di lavoro che abbiamo.
Siamo i ragazzi del sud e dobbiamo pagare anche questo scotto. Militari, operai, tecnici, ingegneri, dottori, manager, etc. Siamo davvero tanti e dappertutto. Calabresi, pugliesi, siciliani, lucani e chi piu' ne ha piu' ne metta.
Questa è ahimè l'epoca della globalizzazione e per questo dobbiamo essere flessibili in tutto e per tutto. Alla faaccia di quella che è la vita privaata molto spesso. Pazienza.
Continua cosi', anzi continuate tutti a fare il vostro lavoro, ovunque esso si trovi. Ne devi /dovrete essere fieri e sicuraamente tutti sti sacrifici qualcosa di buono alla fine serviranno!!!!
In bocca al lupo a tutti!!!

24/2/09 18:40

 

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