Il Capocomitiva di Bari

Benvenuti, questo è il mio primo "BLOG". Per quanti di voi che abbiano intenzione di conoscere attualità, cronaca, divertimenti e tradizioni della città di Bari e non solo. Potrete fare due chiacchiere con me lasciando i vostri commenti o consigli in maniera seria ed io saro' felice di rispondervi. Buon divertimento Amici miei. Un saluto da Sergio "Il Capocomitiva". P.s.: Per la realizzazione di questo Blog nessun pugliese è stato maltrattato......

23 aprile 2007

Regolamentazione dei Blog!?....Magari....

Riprendo questo articolo molto interessante dal sito de: www.shinynews.it/diritto/0407-autoregolamentazione-blog.shtml
Blog da regolamentare?
La proposta arrivata dall'America fa discutere i blogger italiani: un codice di autoregolamentazione per i blog è necessario per regolamentare un dibattito aperto, fin troppo, dato i rischi a cui si espone?Come spesso accade, la discussione partita dall'America arriva anche in Italia trovando subito fautori ed oppositori: i blog devono dotarsi di un codice deontologico? A lanciare il sasso nello stagno dei blog è stato l'editore americano Tim O'Relly, che ancora una volta è riuscito a muovere le acque. Partendo dagli insulti e dalle minacce arrivati alla collega esperta di tecnologie e amica Kathy Sierra, O'Reilly ha avanzato la proposta di un codice di autoregolamentazione per i blogger.
Sette regole per i blogNel suo blog Radar, O'Relly ha scritto un post su quelle che ritiene
le regole indispensabili di autodisciplina.Riassumendo un po' l'esposizione di O'Reilly, molto articolata (e già ripresa anche da altri blog italiani come Blogosfere), ecco le sette regole rivolte direttamente ai blogger:
1)
Prenditi la responsabilità non solo di ciò che scrivi in prima persona, ma anche dei commenti che consenti di lasciare. E non trascurare il tono dei tuoi messaggi, che è importante tanto quanto il contenuto.
2)
Manifesta chiaramente la policy di condotta del sito rispetto ai commenti, in particolare verso quelli fuori tono. Gli utenti sapranno cosa aspettarsi e probabilmente vi si atterranno.
3)
Considera la possibilità di eliminare i commenti anonimi. Se il nickname è di relativa importanza, la veridicità dell'indirizzo di posta elettronica costituisce un elemento di responsabilità e possibile controllo, lasciando comunque agli utenti la possibilità di mantenere celata l'identità visibile.
4)
Ignora i trolls (i guastatori che intervengono nelle discussioni al solo scopo di disturbare la conversazione): meglio non mischiarsi con le porcherie. Ignorandoli si ottiene il doppio effetto di non dare loro visibilità e di non innescare pericolosi strascichi agli insulti.
5)
Porta la conversazione offline, e parla direttamente con gli interessati o trova degli intermediari in grado di farlo, soprattutto nel caso di dissidi. La grande conversazione online è solo un modo di parlare, e non permette di guardarsi negli occhi. Parlarsi direttamente è il suo naturale compendio e può servire ad appianare i dissidi. I blog sono il mezzo, non il fine.
6)
Se un tuo conoscente si comporta male, non restare in silenzio, ma fallo notare con educazione ma con fermezza. Vale sia sul proprio blog sia su quello di altri.
7)
Non dire nulla online che non diresti di persona. Non usare il blog come braccio armato per le cose che non diresti a quattr'occhi o in pubblico. Pensa di trovarti di fronte a tua madre, o un'altra persona che rispetti o a qualcuno incontrato per strada. Oppure, semplicemente, pensa di avere di fronte la persona a cui sono indirizzate quelle parole.
Le reazioni in ItaliaCome prevedibile, la blogosfera non ha atteso molto a recepire quanto proposto da O'Reilly, anche in Italia. Si va su fronti contrapposti. C'è chi ne
dubita ritenendo che i blog abbiano al proprio interno anticorpi sufficienti a combattere le cattive pratiche. C'è chi rilancia, con una sorta di regole personali da sottoporre ai propri utenti. Per alcuni ancora, che una parte della blogosfera abbia comportamenti inadeguati, è intrinseco alla natura stessa dello strumento. Le opinioni in merito sono le più diverse, e per averne un quadro completo non si può far altro che seguire la discussione in divenire da post a post, da blog a blog. Qualcuno cerca di organizzare un dibattito, ma alla fine il senso compiuto delle conversazioni dei blog non riescono a essere chiuse in un recinto.
______________
Cari amici che dire, per me non è una grande novità e aggiungo anche che è una proposta degna di tutte le considerazioni. Personalmente, ho già da tempo adoperato una specie di codice di autoregolamentazione per salvaguardare i contenuti di questo blog filtrando i vari commenti che vengono di volta in volta lasciati nei posts. Purtroppo, a causa di qualcuno come sempre è la massa a dover pagare, è un dato di fatto. Se ci sono persone ignoranti, anzi direi idiote, che non sanno cosa fare dalla mattina alla sera e lasciano messaggi osceni o comunque creano situazioni di conflitto, è giusto cercare di porre ogni possibile rimedio. Come "amministratore" di questo blog tecnicamente sono anche il "direttore" e mi assumo tutte le responsabilità di cio'che viene scritto da me e dai miei visitatori. A tal punto, in passato, sono stato costretto (meglio obbligato) a moderare i vari commenti degli autenti (soprattutto quelli anonimi) prima di pubblicarli in rete. L'ho fatto con lo spirito non dell'inquisitore o peggio del censuratore, in quanto io stesso sono un difensore della libertà di parola ed espressione ma, semplicemente perchè come già indicato precedentemente, on line è facilissimo trovare imbecilli che rovinano la politica dei contenuti dei blog esistenti. E' sicuramente un peccato assistere alla sistematica azione di sciacallaggio da parte di piu' o meno sconosciuti commentatori che rovinano i lavori prodotti dai bloggers (personalmente io l' ho iniziato circa un anno fà). E' facile attaccare un blog scrivendo fesserie, è facile accendere discussioni prive di una qualsiasi logica, è facile accusare terzi coprendosi nell'anonimato, è facile dire che il blog fà schifo o che è stato scritto male o comunque non è di qualità, è facile insomma recare disturbo. Invito, al riguardo, questi cari personaggi a crearsi un loro blog e a vedere cosa significhi davvero aggiornarlo con delle notizie di volta in volta, renderlo piu' carino graficamente, cercare di farlo conoscere al maggior numero di persone possibili e soprattutto prestando attenzione a non far scrivere parolacce o oscenità in questo o quel commento.
Prendere percio' posizione nei confronti di questi autori infami è e lo ripeto un atto dovuto e necessario per debellare l'insana negligenza ed ignoranza che spesso ci circonda. La proposta americana per quanto mi riguarda ben venga ed anzi mi auguro possa prendere piede globalmente anche in Europa e possa altresi' essere adoperata da tutti i bloggers esistenti.
E come si diceva in una nota pubblicità: Prevenire è meglio che curare!!!!
Alla faccia di chi ci vuole male!!!!
L'autore: Sergio il Capocomitiva.

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